L'aggiunta dell'anticorpo monoclonale anti-CD20 obinutuzumab alla chemioterapia standard con bendamustina ritarderebbe in modo significativo la progressione del linfoma non-Hodgkin indolente recidivato: lo dimostra lo studio di fase III Gadolin, presentato al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

I partecipanti trattati con la combinazione di obinutuzumab e bendamustina, infatti, hanno ottenuto un raddoppio della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a quelli trattati con la sola bendamustina. I risultati ad interim sono stati così positivi che il trial è stato terminato in anticipo.

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