L’appuntamento scientifico è stato l’occasione per un confronto sulle Malattie Neuromuscolari: un ampio gruppo di patologie, per lo più rare, che riguardano complessivamente quasi 50.000 persone nel nostro Paese

L'8 maggio scorso si è si aperto a Sirmione il 14°Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Miologia. Una tre giorni di studio e confronto sulle Malattie Neuromuscolari, un gruppo di patologie, per lo più rare, ereditarie o acquisite, che colpiscono muscoli, nervi, giunzioni neuromuscolari e motoneuroni. Malattie poco conosciute, a volte multisistemiche, caratterizzate per lo più da piccoli numeri, come nel caso, ad esempio, della rara Malattia di Pompe, una patologia cronica e disabilitante che riguarda circa 300 persone in tutta Italia.

L’appuntamento scientifico è stato organizzato dalla Sezione di Neurologia, Centro per lo Studio delle Malattie Neuromuscolari e delle Neuropatie degli “Spedali Civili” di Brescia con il patrocinio della stessa A.O. “Spedali Civili” di Brescia, della Società Italiana di Neurologia (SIN) e dell’Università degli Studi di Brescia ed è reso possibile anche grazie al supporto non condizionato di alcune aziende farmaceutiche, tra le quali Genzyme, società del Gruppo Sanofi.

“In occasione del Congresso annuale, l’AIM riunisce medici di varie specialità fra cui neurologi, pediatri, genetisti e cardiologi per 'fare cultura' sulle malattie neuromuscolari ed approfondire le conoscenze cliniche in questo settore – spiega il Dr. Massimiliano Filosto, Responsabile del Centro per lo Studio delle Malattie Neuromuscolari e delle Neuropatie della Sezione di Neurologia dell’ A.O. “Spedali Civili” di Brescia, organizzatore del Congresso 2014 e membro del Consiglio Direttivo dell’AIM -.  “Il meeting vuole essere un’occasione per discutere i progressi nella ricerca medica e per presentare e condividere i risultati degli studi che i diversi centri italiani stanno portando avanti. Tra gli scopi del Congresso, inoltre, vi è quello di garantire modalità di gestione del paziente che siano condivise, ottimali e tempestive.”

Punto quest’ultimo particolarmente importante se si considera che le Malattie Neuromuscolari, che riguardano complessivamente quasi 50.000 persone nel nostro Paese, possono essere particolarmente gravi ed invalidanti.

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