Il piccolo Ellis Giotto insieme ai suoi genitori

I genitori: "Per noi partecipare a Telethon è importante per far capire alle famiglie che ce la si fa. Ci vuole pazienza”

Il piccolo Ellis Giotto, 3 anni, affetto da sindrome di Beckwith-Wiedemann (BWS), è stato uno dei protagonisti di Telethon, la maratona televisiva che ogni anno raccoglie fondi per la ricerca. Insieme ai genitori era ospite martedì 17 dicembre, del programma di Rai1 “Storie Italiane”, condotto da Eleonora Daniele. La sindrome di Beckwith-Wiedemann è una malattia genetica rara da iperaccrescimento, che può interessare diversi sistemi del corpo, che crescono più grandi del previsto.

Il piccolo Gabriele insieme ai suoi genitori

I genitori del piccolo: "La nostra storia fa capire quanto siano importanti la conoscenza e la formazione dei medici”

Gabriele, 8 anni, affetto dalla sindrome di Beckwith-Wiedemann (BWS), è stato tra i protagonisti della Maratona Telethon. Mercoledì 18 dicembre 2019, la sua storia è andata in onda su Rai1 durante il programma “La vita in diretta”. La sindrome di Beckwith-Wiedemann è una malattia genetica rara da iperaccrescimento, che può interessare diversi sistemi del corpo, che crescono più grandi del previsto, e che colpisce un bambino su 13.000 nati vivi.

Neonato

Il primo è stato Angelo, che ha portato il suo cognome: potrebbe non essere l’ultimo

Una donna che diventa mamma e un bimbo nato in condizioni difficili: sono loro i protagonisti della storia di Natale delle malattie rare. Una storia che arriva dalla provincia di Chieti, ma che ha tutta la forza per divenire un esempio, una ‘stella cometa’. La vicenda comincia con un cesareo programmato a sole 36 settimane di gestazione per una diagnosi prenatale di idrocefalo malformativo (sospetta oloprosencefalia). Alla nascita, la situazione di Angelo - così chiameremo il bimbo - si rivela subito difficile: ha solo due giorni quando viene sottoposto al primo di quattro interventi neurochirurgici. Alla fine di un lungo periodo di ricovero, interventi e visite il verdetto dei medici è pesante: “displasia setto ottica (SOD)”: è una condizione molto rara e caratterizzata da ipoplasia del nervo ottico, anomalie degli ormoni ipofisari e difetti delle strutture cerebrali della linea mediana. In sostanza, Angelo non vede e non sente, il suo corpo non produce alcun ormone, non imparerà a camminare e la sua vita potrebbe essere molto breve: un peso enorme, di fronte al quale i genitori biologici decidono di non riconoscere il bimbo. Angelo è adottabile, ma in queste condizioni – che ricordano la storia di Giovannino – sarà difficile trovare una coppia che se la senta di prenderlo con sé.

Medici

Febbre e disturbi intestinali: solo uno specializzando è riuscito ad associare questi sintomi atipici alla patologia

Roma – Marco ha trascorso gli ultimi cinque anni vittima di dolori allo stomaco e disturbi gastrointestinali per i quali nessun medico riusciva a trovare una spiegazione. Solo sei mesi fa ha ottenuto la diagnosi di malattia di Addison, e ora vuole far conoscere la sua storia, affinché sia di aiuto a chi si trova nella stessa situazione, con la speranza che non debba attendere così a lungo. La malattia di Addison è una patologia autoimmune, nella quale l'organismo non riconosce più le ghiandole surrenali e le attacca: se trascurata, può essere letale. Marco ha 40 anni e vive in provincia di Roma con la moglie Chiara: sarà lei a raccontare la vicenda del marito, ancora provato da questa terribile esperienza.

Neonato

Sono più di 7.000 le malattie rare conosciute: molte colpiscono i bambini, troppe sono ancora senza cura

È grazie anche a mia figlia Giulia che oggi ho due bambini splendidi: non volevo che il suo sacrificio fosse inutile”: sono parole forti, che lasciano il segno, quelle di Lucia, una giovane mamma che ha deciso di raccontare all’Osservatorio Malattie Rare la sua storia di dolore e sofferenza, ma anche di immensa speranza. Una storia che ha a che fare con la sindrome di Cockayne, una delle tantissime malattie rare che ancora oggi, purtroppo, restano senza possibilità di cura.

Nicolò Napolitano

Il padre di un bimbo malato ha lanciato una raccolta fondi per uno studio preclinico sulla patologia. L’autore del progetto scientifico è il dott. Filippo Santorelli (Pisa)

Luca Napolitano, membro dell’Associazione Italiana ViPS Onlus e padre di Nicolò, bambino di 6 anni affetto da paraparesi spastica ereditaria legata al gene SPG56, è riuscito a raccogliere tramite crowdfunding i fondi necessari a far partire un progetto di ricerca dedicato alla malattia di suo figlio. Grazie alla conoscenza del dottor Filippo M. Santorelli, Responsabile dell'Unità di Medicina Molecolare per Malattie Neurodegenerative dello Stella Maris di Pisa, che si occupa delle visite di controllo di Nicolò e che ha scritto il progetto, ha raggiunto il suo obiettivo. Le paraparesi spastiche ereditarie (PSE) sono un gruppo di malattie estremamente ampio, con almeno un’ottantina di forme conosciute, che possono essere suddivise in 10 sottogruppi. Di conseguenza, non è facile sviluppare una terapia valida per tutte le forme: la ricerca di base è perciò fondamentale.

Policlinico di Milano

L’istituto è Centro di riferimento nazionale per questa malattia rara, che colpisce un bimbo ogni 4mila

Una malformazione ano-rettale, rara, che colpisce un bimbo ogni 4mila; una squadra di esperti ancora più rara, perché unica in Italia, in grado di correggere questa malformazione con un intervento ideato apposta e capace di ridare a questi bimbi una qualità di una vita pressoché normale. Sono gli ingredienti fondamentali di una storia a lieto fine che ha come protagonisti il piccolo Alessandro, che oggi ha ancora poche settimane di vita, e gli specialisti del Policlinico di Milano. "Un intervento delicatissimo - racconta Ernesto Leva, direttore della Chirurgia Pediatrica - ideato proprio da noi e che ad oggi può essere eseguito solo nel nostro Ospedale, proprio per le competenze necessarie ad eseguirlo".

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