Basilea (Svizzera) - Novartis ha presentato gli incoraggianti risultati a lungo termine provenienti dallo studio di Fase III, denominato RESPONSE, sulla sicurezza e l'efficacia del farmaco Jakavi (ruxolitinib) nel trattamento di pazienti con policitemia vera (PV) rivelatisi resistenti o intolleranti all'idrossiurea. Un'analisi pianificata dello studio effettuata a 18 mesi ha dimostrato che l'80% dei pazienti trattati con Jakavi ha mantenuto, per almeno un anno, un ematocrito inferiore al 45% senza bisogno di flebotomie e una riduzione delle dimensioni della milza, due parametri chiave per il controllo della malattia.

La policitemia vera (PV) è una patologia mieloproliferativa cronica che comporta un aumento di volume della milza (splenomegalia) e un'eccessiva produzione di globuli rossi (ma spesso anche di globuli bianchi e piastrine), determinando un alto rischio di manifestazioni trombotiche e cardiovascolari nei pazienti che ne sono affetti.

Jakavi (ruxolitinib) è un farmaco orale inibitore delle tirosin-chinasi JAK1 e JAK2, ed è stato già approvato sia dalla FDA che dall'EMA per il trattamento della policitemia vera.

Sempre in base ai risultati dello studio RESPONSE analizzati a 18 mesi, la terapia mediante Jakavi ha portato anche al controllo costante dei livelli dei globuli bianchi e delle piastrine, due valori ematologici fondamentali nella PV. Infine, l'83% dei pazienti trattati con Jakavi era ancora in terapia a 18 mesi, un risultato che rafforza il profilo di sicurezza a lungo termine del farmaco.

I dati ricavati dall'analisi dello studio RESPONSE sono stati presentati in occasione del 20° congresso della European Hematology Association (EHA), che si è tenuto a Vienna (Austria) dall'11 al 14 giugno 2015.

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