malaria

Rientrata da un viaggio in Africa, è stata trasferita d'urgenza da Chioggia a Padova. Un caso che riaccende l'attenzione su una malattia ancora sottovalutata

Febbre alta, dolori muscolari e vomito. Quando i genitori hanno portato la loro bambina al pronto soccorso dell'ospedale Madonna della Navicella di Chioggia, i medici hanno capito subito che la situazione era seria. La piccola è stata trasferita d'urgenza a Padova, dove si trova attualmente ricoverata in terapia intensiva per una grave forma di malaria. Perché questa malattia infettiva è ancora così sottovalutata?

La famiglia era rientrata da poco da un viaggio in Africa. Il collegamento tra il soggiorno e la comparsa dei sintomi non ha lasciato molti dubbi, perchè il parassita può restare silente per settimane prima di manifestarsi, con un periodo di incubazione che va tipicamente da una a quattro settimane dal momento del contagio.  Per risalire alla specie di protozoo responsabile dell'infezione, i medici hanno ricorso a una combinazione di test immunocromatografici rapidi e analisi molecolari.

LA MALARIA NEL MONDO E IN ITALIA

Su scala globale la malaria rimane uno dei principali problemi di salute pubblica. Secondo il World Malaria Report 2024 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2023 sono stati stimati 263 milioni di casi in 83 paesi endemici, con circa 597.000 decessi.

I bambini al di sotto dei cinque anni hanno rappresentato il 73,7% di tutte le morti per malaria nel mondo, mentre il 94% dei casi e il 95% dei decessi si è concentrato nelle regioni africane. I Paesi più colpiti sono Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Etiopia e Mozambico, che insieme coprono oltre la metà di tutti i casi mondiali.

In Italia la malaria è un fenomeno strettamente legato ai flussi migratori e ai viaggi internazionali. Tra il 2017 e il 2023 sono stati segnalati complessivamente 4.372 casi, con una media di circa 624 episodi all'anno. La maggior parte dei contagi riguarda persone residenti in Italia che si recano nei Paesi d'origine per fare visita ai familiari, mentre i cittadini italiani rappresentano mediamente il 16% del totale. Il picco si registra abitualmente a settembre, in coincidenza con il rientro dalle vacanze estive, ma il caso della bambina di Chioggia ricorda come il rischio non sia mai del tutto stagionale.

La somiglianza iniziale tra la malaria e le sindromi influenzali comuni rimane il principale ostacolo a una diagnosi precoce. Per chi torna da un viaggio in aree endemiche, riferire tempestivamente al medico la propria storia di viaggio può fare la differenza tra una diagnosi rapida e un'evoluzione grave della malattia.

COS'È LA MALARIA, COME SI TRASMETTE E COME SI CURA

La malaria è una malattia seria, prevenibile e curabile se diagnosticata tempestivamente e trattata con farmaci adeguati. È causata da protozoi del genere Plasmodium, di cui la specie più pericolosa è il P. falciparum, responsabile delle forme più gravi e potenzialmente letali, particolarmente comune nell’Africa subsahariana.

La trasmissione da uomo a uomo avviene in modo naturale proprio attraverso la puntura di zanzare infette che inoculano il parassita nel sangue dell'ospite. Non si trasmette per contatto diretto tra persone, anche se in rari casi è possibile una trasmissione per via trasfusionale o verticale, dalla madre al feto.

I sintomi classici includono febbre elevata con andamento ciclico, brividi intensi, sudorazione profusa, cefalea, dolori muscolari, nausea e vomito. Proprio questa presentazione clinica, molto simile a quella di una comune influenza, rende spesso difficile il riconoscimento tempestivo della malattia, soprattutto in aree non endemiche come l'Italia.

La diagnosi si basa sulla microscopia ottica dello striscio di sangue periferico, considerata ancora il gold standard, affiancata oggi dai test rapidi antigenici e dalla PCR per una maggiore accuratezza nella tipizzazione della specie.

La terapia, invece, varia in base alla specie di Plasmodium identificata e alla gravità del quadro clinico.

Le terapie combinate a base di artemisinina (ACT) sono attualmente il trattamento di riferimento per le forme da P. falciparum.

Per la prevenzione, la chemioprofilassi è indicata soprattutto per i viaggiatori diretti in aree endemiche, da affiancare sempre alle misure di protezione dalle punture di zanzara come repellenti, zanzariere e abbigliamento adeguato. Non esiste però uno schema profilattico universale, la scelta va studiata caso per caso in base al Paese di destinazione, alla durata e alle caratteristiche del viaggio.

Fonte: EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità.

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