Sophie Kinsella ha annunciato di avere un glioblastoma

Ha rivelato di aver ricevuto la diagnosi due anni fa e di esser già stata sottoposta a un’operazione chirurgica, poi a radio- e chemioterapia (attualmente in corso)

Un’intera generazione di donne tra i trenta e i quarant’anni si è appassionata ai personaggi dei suoi romanzi, finendo col trasformarli in un caso editoriale. Parliamo di Sophie Kinsella, scrittrice e giornalista londinese, autrice della saga “Shopalcolic” - più nota in Italia come I Love Shopping - che in un post su Facebook  ha recentemente annunciato di essere affetta da glioblastoma, un raro e aggressivo timore del cervello. Kinsella, 54 anni, si è laureata al New College di Oxford e, prima di entrare nel mondo della narrativa e diventare famosa, ha lavorato anche come giornalista finanziaria.

Cervello

La regione è la prima in Italia ad aver introdotto il nuovo approccio TTFields nel trattamento della patologia 

Napoli – Il glioblastoma è il più comune e aggressivo tra tutti i tumori maligni del cervello e nel nostro Paese colpisce circa 1.500 persone ogni anno. La Campania presenta tassi di incidenza simili, con circa 200 pazienti di nuova diagnosi. È proprio partendo da questo scenario e da questi numeri in costante aumento che, a livello regionale, sono state recentemente attivate nuove procedure atte a modificare l’attuale approccio terapeutico a questa patologia. La Campania, infatti, è la prima regione in Italia ad aver introdotto l’approccio Tumor Treating Fields (TTFields) nel Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) del paziente affetto da glioblastoma, con un apposito Decreto della Giunta Regionale.

Ricerca scientifica

Si tratta di hrBMP4, una proteina ricombinante umana che si è dimostrata in grado di agire sulle cellule staminali tumorali del cervello

MilanoContro il glioblastoma multiforme (GBM), il più comune e aggressivo tra i tumori maligni del cervello, con 40.000 nuovi casi all’anno nel mondo e un’aspettativa di vita alla diagnosi di soli 14,5 mesi, non sono stati identificati nuovi farmaci efficaci negli ultimi 4 decenni.

intelligenza artificiale glioblastoma

Intelligenza artificiale e cervelli virtuali in 3D sono tra gli innovativi approcci messi a punto dai ricercatori di Università Cattolica e Policlinico Gemelli

Più informazioni disponibili sulla struttura, la patogenesi e le caratteristiche cellulari del tumore, maggiore accuratezza nella diagnosi, migliore pianificazione delle procedure chirurgiche: la tecnologia può far fare un salto di qualità nello studio e nella gestione del glioblastoma, un’aggressiva patologia oncologica cerebrale. Molti sono gli studi pubblicati negli ultimi anni che riguardano l’intelligenza artificiale e altri approcci all’avanguardia applicati all’ambito biomedico, tra cui quelli portati avanti dagli esperti dell’Università Cattolica, Campus di Roma, e dalla Fondazione Policlinico A. Gemelli. Infatti, il Policlinico Gemelli, per volume di pazienti trattati, è tra i primi centri di riferimento in Italia per il trattamento del glioblastoma.

Ricerca scientifica

I ricercatori del San Raffaele e dell’Istituto di Neuroscienze del CNR hanno sviluppato dei fattori antitumorali che sembrano in grado di contrastare la patologia

Milano – Sono pubblicati sulla rivista scientifica Science Advances i risultati di uno studio di un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Milano (CNR-IN), coordinati da Vania Broccoli e Alessandro Sessa. Nell’articolo è descritto un nuovo approccio terapeutico per il trattamento dei tumori cerebrali, in particolare il glioblastoma multiforme (GBM) e le sue recidive.

Roma – Il glioblastoma è il tumore maligno più comune tra le neoplasie cerebrali – con incidenza globale di circa 3-4 casi su 100.000 persone per anno. Più frequente negli uomini che nelle donne, esso insorge prevalentemente nella fascia d’età compresa tra i 55 e i 75 anni, senza particolare distribuzione territoriale ma con maggiore incidenza nella popolazione caucasica rispetto alle popolazioni africane o asiatiche.

Il glioblastoma è il più aggressivo tra i tumori cerebrali primitivi. Nonostante i progressi della neurochirurgia e della neuro-oncologia, la sopravvivenza dei pazienti affetti da glioblastoma è breve, mediamente solo 15 mesi dalla diagnosi. Questo tumore colpisce ogni anno circa 1.500 italiani, con un picco di incidenza compreso tra 50 e 65 anni.
Il glioblastoma è prodotto da cellule staminali aberranti che, invece di generare un tessuto normale, danno origine a un tumore cerebrale altamente maligno. A differenza di altri tumori, nel glioblastoma non è possibile effettuare una diagnosi precoce che porti alla guarigione. Le cellule staminali del glioblastoma, infatti, oltre a essere resistenti alle terapie farmacologiche, hanno la capacità di migrare dal tumore e di diffondersi in diverse aree del cervello. Per questo la terapia chirurgica riesce solo a prolungare la sopravvivenza, ma non porta mai a guarigione chi è affetto da questa malattia.

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