La cardiologia mondiale parla italiano

Due ricercatrici italiane ai vertici di JAMA Cardiology, la rivista scientifica tra le più influenti nel campo delle malattie cardiovascolari

JAMA Cardiology,la rivista di riferimento per i cardiologi di tutto il mondo, ha una nuova direttrice. Si chiama Barbara Casadei ed è italiana. Con lei entra nel comitato editoriale anche un'altra connazionale, Silvia Giuliana Priori. Le due si conoscono bene, perché hanno già collaborato quando Casadei era presidente della Società Europea di Cardiologia e Priori coordinava il Program Committee. Il settore cardiovascolare è primario per la salute pubblica. Le malattie del cuore e dei vasi sanguigni rappresentano, infatti, la prima causa di morte nel mondo, con quasi 18 milioni di vittime ogni anno secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

CHI È BARBARA CASADEI

Casadei dirige il National Heart and Lung Institute all'Imperial College di Londra, dove ricopre anche la cattedra di Medicina Cardiovascolare della British Heart Foundation. Si è laureata in Medicina all'Università di Pavia e nel 1990 si è trasferita all'Università di Oxford, dove ha avviato la sua carriera di ricerca. I suoi studi spaziano dalla scienza di base alla clinica, con un focus particolare sulla fibrillazione atriale. È stata la prima donna eletta presidente della Società Europea di Cardiologia, ruolo nel quale ha promosso diverse iniziative, tra cui il Cardiovascular Patient Forum e una rete internazionale per migliorare gli standard della medicina cardiovascolare.

I PROGETTI PER JAMA CARDIOLOGY

Casadei ha accettato la direzione di JAMA Cardiology perché crede nel valore della scienza rigorosa e vede nella rivista uno strumento per diffondere questa visione a livello globale. Sottolinea che è la prima volta nella storia della rivista che la direzione è affidata a qualcuno fuori dagli Stati Uniti, un fatto che considera un'opportunità per portare uno sguardo più internazionale sulla prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari.

Sul piano editoriale, Casadei vuole ampliare la provenienza geografica degli studi pubblicati, dando spazio non solo alle ricerche condotte nei Paesi più ricchi, ma anche a quelle sviluppate in ambiti con risorse limitate, dove spesso nascono soluzioni innovative e applicabili su larga scala. Vuole, inoltre, aprire le pagine della rivista alle nuove tecnologie diagnostiche e alle terapie geniche, un campo in cui lavora anche Silvia Priori. L'obiettivo è costruire una rivista che formi e ispiri i professionisti del futuro, con una solida base scientifica e uno sguardo aperto al cambiamento. Casadei è convinta che la collaborazione tra ricerca di base e medicina clinica sia fondamentale e che le nuove generazioni debbano acquisire competenze anche in intelligenza artificiale e analisi dei dati, strumenti sempre più determinanti per il progresso della medicina.

SPAZIO AI PAZIENTI

Casadei guarda con interesse alle innovazioni, in particolare all'uso degli strumenti digitali per seguire i pazienti a distanza. In un Occidente in cui la popolazione è sempre più anziana, la scienziata ritiene che gli ospedali virtuali diventeranno una necessità. È convinta anche che i nuovi farmaci, capaci di controllare pressione e colesterolo con una sola iniezione l'anno, potrebbero trasformare la prevenzione cardiovascolare in qualcosa di simile a un programma vaccinale, rendendo meno necessario il ruolo del cardiologo nella gestione ordinaria.

Casadei ha più volte rilevato, infine, l’importanza di rendere la ricerca accessibile anche ai pazienti, un approccio che potrebbe riflettersi nell’evoluzione editoriale della rivista. Ha già esperienza in quest’ambito, avendo fondato il Cardiovascular Patient Forum durante la sua presidenza europea. L'obiettivo è raggiungere persone con malattie cardiovascolari in tutto il mondo, offrendo contenuti affidabili e accessibili.

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