Dal caso di Pandino alla sfida globale. Cosa sapere sulla patologia
La tubercolosi torna a fare notizia anche in Italia. A Pandino (Cremona), un bambino della scuola dell'infanzia statale è risultato positivo al Mycobacterium tuberculosis, che è causa della patologia. L'istituto al momento resta aperto e il passo successivo sarà convocare compagni di classe, genitori, educatrici e personale ATA per sottoporsi al test di Mantoux, il cui esito è verificato 72 ore dopo la somministrazione.
È un caso che ricorda come la tubercolosi, malattia prevenibile e curabile ma ancora presente, non sia un problema del passato, né dei soli Paesi in via di sviluppo. Causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis (noto anche come bacillo di Koch), è una delle malattie infettive più diffuse al mondo e ancora oggi responsabile di migliaia di morti ogni anno in diversi Paesi. Colpisce principalmente i polmoni, ma può interessare anche altri organi. È prevenibile e curabile, nondimeno continua a essere una seria minaccia per la salute pubblica mondiale.
Nel 2024, a livello globale, 10,7 milioni di persone si sono ammalate di tubercolosi e 1,23 milioni sono morte per questa malattia. Un dato drammatico, cui però se ne aggiunge uno positivo: dal 2000 sono 83 milioni le vite salvate.
Come ogni anno, a marzo si celebra la Giornata Mondiale della Tubercolosi e il tema dell’edizione di quest’anno è un invito all'azione e un messaggio di speranza per invertire la tendenza dell'epidemia.
TUBERCOLOSI: COME SI CONTRAE
Il contagio avviene per via aerea. Bastano i colpi di tosse, gli starnuti o persino la voce di una persona infetta per disperdere nell'aria le particelle batteriche. Gli ambienti chiusi, affollati e poco ventilati sono a maggior rischio.
Essere infetti, però, non significa necessariamente ammalarsi. Si stima che circa un quarto della popolazione mondiale conviva con la cosiddetta infezione latente, cioè il batterio è presente nell'organismo ma tenuto a bada dal sistema immunitario. Chi si trova in questa condizione non ha sintomi e non è contagioso. Il rischio di sviluppare la malattia nel corso della vita è intorno al 5-10%, ma sale nei soggetti fragili, come le persone con HIV non trattato.
SINTOMI E DIAGNOSI DELLA TUBERCOLOSI
I segnali più comuni della tubercolosi sono tosse persistente da più di tre settimane, febbre, sudorazioni notturne e perdita di peso. Sintomi spesso inizialmente sottovalutati, che possono ritardare la diagnosi di settimane o mesi. La conferma richiede esami microbiologici e test molecolari rapidi, capaci anche di rilevare eventuali resistenze ai farmaci. È una malattia da cui si guarisce, ma ci vuole costanza.
La tubercolosi si cura con una combinazione di antibiotici assunti per almeno sei mesi. Il nodo critico è l'aderenza alla terapia, perché interrompere il trattamento favorisce le recidive e, soprattutto, la comparsa di ceppi resistenti ai farmaci, un problema crescente e preoccupante a livello mondiale.
IL FRONTE DELLA PREVENZIONE
L'unico vaccino disponibile, il BCG (bacillo di Calmette-Guérin), protegge i bambini dalle forme più gravi ma è poco efficace negli adulti. La ricerca però non si ferma e va avanti in questa direzione. Nel frattempo, la strategia si basa sulla diagnosi precoce, sul trattamento tempestivo e sulla gestione dei contatti dei malati.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità punta a eliminare l'epidemia di tuborcolosi (leggi il Global tuberculosis report 2025) entro il 2030, nell'ambito degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU. Un traguardo ambizioso, che richiede investimenti, ricerca e una risposta coordinata a livello internazionale.










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