Il virus, trasmesso dalla puntura di un insetto comune nell'area mediterranea, causa soprattutto febbre ma può arrivare a colpire il sistema nervoso. Ecco sintomi, diffusione e come proteggersi
Nei giorni scorsi il cantautore Tommaso Paradiso ha raccontato sui social di aver contratto il virus Toscana, l'infezione trasmessa dalla puntura di un pappatacio che lo ha costretto ad annullare due date estive del suo tour. Il suo caso ha riportato l'attenzione su un virus che in realtà circola da decenni in Italia e in tutta l'area mediterranea, ma che resta poco conosciuto al grande pubblico.
COS'È IL VIRUS TOSCANA
Il virus Toscana (TOSV) prende il nome dalla regione in cui fu isolato per la prima volta, nel 1971, da alcuni pappataci raccolti in provincia di Siena. Appartiene alla famiglia dei phlebovirus e si trasmette all'uomo attraverso la puntura delle femmine di pappatacio, piccoli insetti simili a minuscole zanzare pelose, attivi soprattutto nei mesi caldi, tra aprile e novembre, con un picco tra luglio e settembre.
Non si trasmette da persona a persona e non risulta che animali come cani o altri mammiferi possano fungere da serbatoio del virus. L'uomo, così come gli altri animali punti, è un ospite occasionale.
Il virus è presente in gran parte dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Oltre all'Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Malta, Grecia, Cipro, Turchia, i Balcani e alcuni Paesi del Nord Africa come Marocco, Tunisia e Algeria. Secondo l'ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, si stima che circa 250 milioni di persone vivano in aree dove è possibile essere esposti al virus. In Italia, Francia e Tunisia il virus Toscana è tra le prime tre cause di meningite estiva, dopo enterovirus ed herpesvirus.
Uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità ha, invece, ricostruito i casi di meningite, meningo-encefalite ed encefalite da virus Toscana notificati in Italia tra il 2016 e il 2021: 331 casi confermati, con una media di circa 56 all'anno, concentrati soprattutto in Emilia-Romagna e Toscana, ma segnalati in nove regioni. L'età media dei pazienti era 46 anni e sette casi su dieci riguardavano uomini.
I SINTOMI
Nella grande maggioranza dei casi l'infezione decorre senza sintomi evidenti o con un quadro simile a un'influenza estiva: febbre alta a esordio improvviso, mal di testa, nausea, dolori muscolari, che di solito si risolvono da soli in circa una settimana. Per questo motivo la maggior parte delle infezioni non è mai diagnosticata.
In una minoranza di casi, però, il virus può raggiungere il sistema nervoso centrale e provocare meningite o, più raramente, encefalite, con febbre alta, forte rigidità del collo e, nelle forme più severe, confusione o deficit neurologici. Le forme neurologiche richiedono quasi sempre il ricovero ospedaliero, ma sono rare le conseguenze a lungo termine e i decessi. Inoltre, secondo i dati italiani più recenti, negli ultimi anni non è stato registrato nessun decesso legato all'infezione.
DIAGNOSI E CURE
Non esiste una terapia specifica contro il virus Toscana. Nelle forme lievi non serve alcun trattamento, mentre nei casi più gravi si interviene sui sintomi, con il ricovero nelle situazioni più delicate. Non è disponibile un vaccino e la diagnosi richiede esami specifici perché i sintomi da soli non permettono di distinguere il virus Toscana da altre infezioni estive, come quella da West Nile.
COME PROTEGGERSI
Mancando un vaccino, la prevenzione si basa essenzialmente sull'evitare le punture. Le indicazioni dell'ECDC sono le stesse valide per altri insetti simili: usare repellenti cutanei, indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo nelle ore serali e notturne (quando i pappataci sono più attivi), dormire in ambienti climatizzati o con zanzariere a maglie strette, dato che i pappataci sono più piccoli delle comuni zanzare.










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