Occlusione venosa retinica: faricimab rimborsabile in Italia

Il farmaco ha dimostrato di indurre miglioramenti precoci e duraturi dell’acuità visiva e un riassorbimento significativo dei fluidi retinici

Monza – L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale del farmaco faricimab per il trattamento dell’occlusione venosa retinica (RVO), sia nella forma di branca che nella forma centrale.

La RVO colpisce circa 28 milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto a partire dai 60 anni di età, e può comportare una perdita improvvisa della vista dovuta all’ostruzione della vena retinica centrale dell’occhio, ostruzione che determina lo sviluppo di ischemie e sanguinamenti oculari e di edema maculare (rigonfiamento della retina). Esistono due tipi principali di RVO: l’occlusione venosa retinica di branca, che si verifica quando si ostruisce una delle quattro branche più piccole della vena retinica centrale, e l’occlusione venosa retinica centrale, che insorge quando ad ostruirsi è proprio la vena retinica centrale.

“L’occlusione venosa retinica, soprattutto nella forma centrale, è una patologia invalidante che colpisce prevalentemente persone over 50 e spesso si accompagna ad altre condizioni cardiovascolari”, spiega il Prof. Francesco Viola, Direttore Struttura Complessa Oculistica della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Professore all'Università degli Studi di Milano. “Con faricimab riusciamo a mantenere i benefici del trattamento anche con intervalli di somministrazione prolungati. Questo significa meno accessi ospedalieri e una maggiore aderenza alla terapia, oggi più che mai un fattore determinante per preservare la vista”. 

Faricimab è il primo e unico anticorpo bispecifico approvato per uso oculare, studiato per colpire e inibire due vie di segnalazione connesse a varie patologie retiniche che minacciano la vista; agisce neutralizzando sia l’angiopoietina 2 (Ang-2) sia il fattore di crescita endoteliale vascolare A (VEGF-A), per ripristinare la stabilità vascolare dell’occhio.

L’approvazione di faricimab per il trattamento della compromissione visiva causata da edema maculare secondario a occlusione venosa retinica si basa sui dati di efficacia e sicurezza di due studi clinici internazionali di Fase III, BALATON e COMINO, che hanno evidenziato miglioramenti precoci e duraturi dell’acuità visiva e un riassorbimento significativo dei fluidi retinici, con la possibilità per molti pazienti di estendere gli intervalli di trattamento fino a quattro mesi.

“L'occlusione venosa retinica è una patologia grave e invalidante e l'approvazione di faricimab per questa indicazione segna un passo importante nella gestione di questa patologia. Come Roche, siamo costantemente impegnati nel trovare soluzioni innovative per migliorare l'esperienza di cura delle persone che convivono con disturbi della vista.” dichiara Laura Bianchino, Medical Unit Leader Ophthalmology di Roche.

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