Il caso inglese riapre il dibattito sulla coprolalia: quando i sintomi di una patologia neurologica collidono con la sensibilità sociale e il peso degli insulti razziali “involontari”
L’attivista scozzese John Davidson, affetto da sindrome di Tourette, ha scatenato un caso internazionale durante la cerimonia dei Bafta a Londra pronunciando ripetutamente la "N-word" e altre imprecazioni proprio mentre gli attori Michael B. Jordan e Delroy Lindo, attori di pelle nera, salivano sul palco. L'episodio ha interrotto la diretta della più importante premiazione cinematografica del Regno Unito, trasformando una serata di gala in un acceso scontro mediatico tra la diagnosi clinica e l'indignazione delle star di Hollywood.
I Bafta (British Academy Film Awards) sono i premi conferiti dalla British Academy of Film and Television Arts e rappresentano l'equivalente britannico degli Oscar. Davidson si trovava in sala come membro del cast di I Swear, film indipendente che ha trionfato nelle categorie Miglior attore protagonista (con Robert Aramayo) e Miglior casting. Tuttavia, i suoi tic vocali hanno colpito ripetutamente i presenti: oltre all'insulto razzista rivolto a Jordan e Lindo, sono risuonate espressioni come "Shut the fu** up" durante l'intervento della presidente dei Bafta Sara Putt e "Fu** you" mentre i registi di Boong ritiravano il premio per il Miglior film per famiglie.
COSA ACCADE NEL CERVELLO: LA DISFUNZIONE DEI GANGLI DELLA BASE
La sindrome di Tourette non è un problema comportamentale, ma un disturbo neurologico complesso che ha origine nei gangli basali, un gruppo di nuclei profondi del cervello responsabili della regolazione dei movimenti e dei suoni. Queste strutture fungono da vero e proprio "filtro": in condizioni fisiologiche, selezionano le azioni desiderate e inibiscono quelle inappropriate. In chi convive con la Tourette, questo meccanismo è difettoso a causa di uno squilibrio nei neurotrasmettitori, in particolare della dopamina. Il cervello invia un segnale di urgenza che costringe la persona a emettere suoni o compiere movimenti rapidi per scaricare una tensione interna insostenibile, paragonabile a un riflesso incondizionato come lo starnuto o il singhiozzo.
Secondo i dati diffusi dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) e dalla Tourette Association of America, la sindrome si manifesta in circa l'1% della popolazione in età scolare, con una frequenza quattro volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine. In Italia, tale stima è confermata dalle linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dalle principali associazioni di pazienti, che riportano come la prevalenza globale oscilli tra lo 0,3% e l'1%.
Sebbene la varietà dei tic sia ampia, la condizione si presenta spesso insieme ad altre manifestazioni neurologiche, come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) o il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD). Nella maggior parte dei casi, l'intensità dei sintomi raggiunge il picco durante l'adolescenza per poi ridursi sensibilmente nell'età adulta, anche se per una quota di persone le manifestazioni restano croniche e richiedono una gestione costante.
IL PARADOSSO DELLA COPROLALIA
Quanto accaduto ai Bafta riguarda la forma più stigmatizzata della sindrome: la coprolalia. Questo sintomo colpisce circa il 10-15% dei pazienti e consiste nell'emissione involontaria di parole oscene o socialmente inaccettabili. Clinicamente, il termine pronunciato non riflette il pensiero del soggetto. Paradossalmente, il cervello seleziona la parola più inappropriata proprio perché la persona è consapevole della sua gravità; più un termine è considerato un tabù nel contesto circostante, più lo stress neurologico rischia di trasformarlo in un tic vocale compulsivo.
LE REAZIONI DI HOLLYWOOD E LA GESTIONE DELL'EVENTO
Nonostante il conduttore Alan Cumming abbia spiegato in diretta la natura della disabilità e la British Academy insieme alla BBC abbiano rilasciato scuse ufficiali, le reazioni sono state durissime. Jamie Foxx ha definito "inaccettabile" l'accaduto, sostenendo che l'insulto fosse intenzionale. Wendell Pierce ha dichiarato al Guardian che l'offesa razzista deve avere la priorità su qualunque giustificazione medica, chiedendo scuse complete per Michael B. Jordan e Delroy Lindo.
L'organizzazione dei Bafta era a conoscenza della condizione di Davidson e aveva avvisato i presenti della possibilità di rumori involontari. Davidson, pur supportato dall'Academy, ha scelto di lasciare la sala di propria iniziativa nella seconda parte della serata a causa delle polemiche nate in tempo reale. L'incidente mette in luce la difficoltà di far comprendere le malattie rare al grande pubblico quando i sintomi neurologici entrano in collisione con temi sensibili come il razzismo. L'episodio evidenzia i limiti dei protocolli di inclusione standard di fronte a manifestazioni cliniche che interferiscono con la sensibilità collettiva. La questione sposta il piano dal solo ambito medico a quello della gestione logistica e comunicativa dei grandi eventi, dove l'integrazione di disabilità neurologiche complesse richiede modelli di accoglienza capaci di prevedere e contestualizzare simili interferenze, oltre la semplice segnalazione preventiva.










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