Studio americano dimostra che questo schema terapico evita gli effetti tossici della terapia con aggiunta di ciclofosfamide

Combattere la Leucemia linfatica cronica utilizzando uno schema terapico di soli due farmaci potrebbe giovare ad alcuni pazienti garantendo una remissione a lungo termine e senza gli effetti tossici di schemi terapici che prevedono l’uso di tre diverse molecole. Una ricerca americana ha infatti appena dimostrato l’efficacia di una combinazione dell’anticorpo monoclonale Rituximab, sviluppato da Idec Pharmaceuticals (ora Biogen)e che in UE è commercializzato dalla Roche, e del Fludarabine, un chemioterapico della casa biotecnologica Genzyme, normalmente utilizzato nella Leucemia linfocitica cronica. Lo studio, guidato dal dottor Jennifer Woyach, ricercatore presso l'ematologia dell’ Ohio State University Comprehensive Cancer Center- OSUCCC, è appena stato pubblicato sul Journal of Clinical Oncology ed  aggiunge anche un’altra importante conoscenza: la combinazione di questi due farmaci sembrerebbe dare i suoi effetti senza aumentare il rischio di sindrome mielodisplastica post terapica e leucemia mieloide acuta, che possono invece verificarsi con altre combinazioni di farmaci.

Attualmente gli schemi terapeutici più utilizzati contro questa malattia particolarmente insidiosa e diffice la trattare sono l’associazione di fludarabina più rituximab o di fludarabina e rituximab con aggiunta di ciclofosfamide.
Lo studio, che ha visto lavorare insieme ricercatori di diversi centri, si basa sui risultati ottenuti su un lungo periodo da 104 pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica trattati con la combinazione di rituximab e fludarabina. Il 71 per cento dei pazienti erano vivi a 5 anni e circa il 13 per cento era libero da progressione dopo circa 10 anni, pazienti con determinate caratteristiche genetiche nelle cellule CLL hanno raggiunto la remissione a lungo termine; questo nonostante dopo la terapia la malattia non sia scomparsa del tutto ma sia invece rimasta presente in modo lieve.
"Il nostro studio – dicono i ricercatori - dimostra che remissione a più di 10 anni può essere ottenuta dalla combinazione di fludarabina e rituximab nella LLC senza il rischio di leucemia secondaria. Abbiamo anche identificato i fattori prognostici che al momento della diagnosi possono predire la sopravvivenza a lungo termine e che consentirebbero di identificare quali pazienti trarrebbero maggior beneficio da questo regime” Tutti i pazienti sono stati trattati attraverso una sperimentazione clinica sponsorizzata dal CALGB - Cancer and Leukemia Group B.
"Da questo studio - concludono - abbiamo capito che molti pazienti con malattia a basso rischio hanno risultati eccellenti con la combinazione di questi due farmaci e che questa risparmia gli effetti tossici che può avere invece lo schema che prevede l’aggiunta di ciclofosfamide. Inoltre, i dati ci dimostrano che è possibile raggiungere la remissione a lungo termine senza eliminare completamente la malattia, e questo sfida l’opinione attuale per cui sarebbe necessario eradicare completamente la malattia per avere una remissione a lungo termine in pazienti a basso rischio. Rispetto alla combinazione di tre farmaci infatti questo schema terapici non aumenta il rischio di leucemia acuta terapia correlata  nei pazienti"



Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Seguici sui Social

Premio OMaR - Sito ufficiale

Libro bianco sulla malattia polmonare da micobatteri non tubercolari

Partner Scientifici



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni