Secondo i risultati dello studio internazionale di fase III ESPAC-4 (European Study Group for Pancreatic Cancer’s Trial 4), presentati a Chicago in occasione del recente congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), l'aggiunta di capecitabina alla gemcitabina come terapia adiuvante prolungherebbe la sopravvivenza nei pazienti che sono stati sottoposti a resezione di un tumore al pancreas con intento curativo.

Il trial è il secondo più ampio condotto finora su questa popolazione di pazienti. Ha, infatti, coinvolto 722 pazienti assegnati in modo casuale al trattamento in aperto con gemcitabina in monoterapia o con la combinazione gemcitabina-capecitabina.

I risultati principali hanno mostrato che rispetto alla sola gemcitabina - ritenuta lo standard di cura in tutto il mondo - la combinazione gemcitabina-capecitabina ha dato ai pazienti ulteriori 2,5 mesi di vita, riducendo il rischio di decesso del 18%. Inoltre, degno di nota il fatto che questo vantaggio si sia ottenuto senza un aumento delle tossicità gravi.
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