Orfeo Mazzella ageismo sanitario

Una mozione parlamentare firmata dal senatore Orfeo Mazzella chiede al Governo di riconoscere e contrastare le discriminazioni per anziani con malattie rare, come nel caso dell'amiloidosi cardiaca. Nel mirino ritardi diagnostici, cure negate e un sistema che penalizza chi invecchia

L'Italia invecchia, ma il suo sistema sanitario non sembra ancora pronto a sostenere il trend con equità. È questo il cuore di una mozione presentata al Senato dal senatore Orfeo Mazzella (M5S), che mette sotto i riflettori un fenomeno ancora poco discusso nel dibattito pubblico, l'ageismo sanitario, ovvero la discriminazione nell'accesso alle cure basata sull'età anagrafica. Il documento, articolato e circostanziato, parte da un dato incontrovertibile: l'Italia è tra i Paesi con il più alto indice di invecchiamento della popolazione. Un primato che, tuttavia, non si è tradotto in un adeguamento delle politiche sanitarie. Anzi, secondo la mozione, l'aumento dell'aspettativa di vita ha fatto emergere una contraddizione profonda: più si vive a lungo, più si rischia di essere esclusi da diagnosi e trattamenti appropriati.

UNA BARRIERA STRUTTURALE ALL'EQUITÀ

La mozione definisce l'ageismo sanitario una vera e propria “barriera strutturale all'equità nelle cure”, capace di incidere concretamente “sull'accesso a diagnosi, trattamenti e servizi sanitari e sociosanitari, determinando forme di discriminazione fondate sull'età anagrafica”. Non si tratta, dunque, di episodi isolati, ma di un problema sistemico radicato nell'organizzazione stessa del sistema.

Il fenomeno si aggrava ulteriormente quando si interseca con le malattie rare. Le persone anziane che ne sono affette si trovano in una doppia condizione di vulnerabilità: da un lato, la rarità e la complessità delle loro patologie, dall'altro, la tendenza del sistema a considerare l'età come un fattore limitante delle cure. Il testo parlamentare sottolinea come queste persone “possano essere esposte a ritardi diagnostici, frammentazione dei percorsi assistenziali e minore accesso a trattamenti appropriati”.

IL CASO EMBLEMATICO DELL'AMILOIDOSI CARDIACA

Tra le patologie citate come esempio c'è l'amiloidosi cardiaca, malattia rara che si manifesta prevalentemente in età adulta e avanzata, spesso con diagnosi difficile o tardiva. È proprio per patologie come questa che la mozione chiede di favorire “percorsi integrati di diagnosi precoce, presa in carico multidisciplinare, cura e assistenza, anche domiciliare”.

Il principio che ne emerge è netto, la cura deve essere “personalizzata, fondata sulle condizioni cliniche, sulla complessità assistenziale e sui bisogni specifici di ciascun paziente”, superando in modo definitivo criteri basati esclusivamente sull'età anagrafica.

I MEDICI DI BASE COME SENTINELLE

Uno degli aspetti più innovativi della proposta riguarda il ruolo dei medici di medicina generale, chiamati ad essere le prime sentinelle del sistema. La mozione chiede di rafforzare la loro formazione attraverso percorsi specifici sulla cosiddetta “cultura del sospetto”, ovvero la capacità di riconoscere i principali segnali d'allarme clinici (i red flags) e di avvalersi di strumenti digitali e di intelligenza artificiale a supporto della diagnosi.

Una rivoluzione culturale, prima ancora che organizzativa, che parte dalla formazione universitaria. La mozione chiede, infatti, “l'inserimento strutturale e obbligatorio di moduli dedicati alle malattie rare dell'anziano nei corsi di laurea in medicina e chirurgia e nei programmi delle scuole di specializzazione, oltre allo sviluppo di percorsi formativi avanzati, come master e programmi di aggiornamento specialistico”.

TELEMEDICINA E RETI REGIONALI CONTRO LE DISUGUAGLIANZE TERRITORIALI

Il testo affronta anche il tema delle disparità geografiche, che nel caso delle malattie rare rischiano di diventare abissali. La soluzione proposta è quella di potenziare le reti clinico-formative nazionali e regionali, coinvolgendo università, IRCCS, centri di eccellenza, società scientifiche e associazioni di pazienti e di promuovere “programmi di collaborazione e scambio interregionale, anche attraverso piattaforme digitali e sistemi di telemedicina”.

L'obiettivo dichiarato è “ridurre le disuguaglianze territoriali e assicurare un accesso uniforme alle competenze specialistiche”, indipendentemente dal luogo di residenza del paziente.

LA COSTITUZIONE COME FONDAMENTO

Non è un dettaglio secondario che la mozione richiami esplicitamente la Carta costituzionale. L'articolo 3, che impone la rimozione degli ostacoli che limitano di fatto l'uguaglianza dei cittadini, e l'articolo 32, che tutela la salute come “fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”, sono indicati come i pilastri normativi che “impongono un accesso alle cure equo, appropriato e non discriminatorio anche per le persone anziane affette da malattie rare”.

COSA SI CHIEDE AL GOVERNO 

In sintesi, la mozione impegna il Governo su un fronte ampio: istituire centri di riferimento dedicati alle malattie rare dell'anziano, implementare sistemi di monitoraggio con indicatori di performance, sostenere ricerche epidemiologiche e studi clinici mirati, avviare campagne istituzionali di informazione per contrastare stereotipi e pregiudizi sull'invecchiamento, formare comunicatori scientifici e potenziare i portali istituzionali per garantire informazioni “affidabili, aggiornate, accessibili e orientate ai bisogni dei pazienti rari e delle loro famiglie”. Un'agenda ambiziosa, che misura la distanza tra il sistema sanitario attuale e quello che si vorrebbe costruire, una sanità inclusiva, equa e capace di prendersi cura di chi invecchia senza lasciarlo indietro.

X (Twitter) button
Facebook button
LinkedIn button

Articoli correlati

Seguici sui Social

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

La riFORMA conta

Sportello Legale OMaR

Tumori pediatrici: dove curarli

Tutti i diritti dei talassemici

Le nostre pubblicazioni

Malattie rare e sibling

Speciale Testo Unico Malattie Rare

Guida alle esenzioni per le malattie rare

Con il contributo non condizionante di

Partner Scientifici

Media Partner