La giovane ricercatrice si occupa anche di formazione nelle scuole collaborando con Ama fuori dal Buio
“Conosco bene i miei pazienti e loro conoscono me, avere a che fare con le malattie rare implica un maggiore coinvolgimento personale"

La dottoressa Stefania Cerri è una giovane ricercatrice dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria – Policlinico di Modena, recentemente premiata per il suo progetto sull’utilizzo di biomarcatori misurabili nel sangue periferico, che potrebbero essere utili per chiarire sia la patogenesi che la progressione della fibrosi polmonare idiopatica.
Cerri oltre ad essere una brillante ricercatrice è anche impegnata in molte attività di formazione e sensibilizzazione sulle malattie rare. Abbiamo parlato con lei per saperne di più sul suo progetto di ricerca e sul suo impegno personale.

“Il mio impegno sul fronte delle malattie rare – spiega la dottoressa Cerri – è iniziato grazie alla collaborazione con il prof. Luca Richeldi, direttore del Centro per le Malattie Rare del Polmone dell’Azienda Ospedaliero -Universitaria – Policlinico di Modena.   Dopo aver passato due anni e mezzo negli USA, sono rientrata in Italia e ora mi dedico alla ricerca sulla fibrosi polmonare idiopatica”.
Il suo progetto di ricerca è finanziato dalla Commissione Nazionale per la Ricerca Sanitaria, che lo ha giudicato un progetto d’eccellenza. “Il finanziamento è stato una sorpresa – spiega Cerri – era passato più di un anno dalla scadenza del bando e ormai quasi non ci pensavo più. Sono felice e soddisfatta di poter portare avanti una ricerca così importante. Identificare dei biomarcatori precoci di malattia, e di progressione di malattia, è indispensabile per poter trattare i pazienti tempestivamente e nel miglior modo possibile. A volte la progressione della fibrosi polmonare idiopatica è talmente repentina da condurre a morte in un breve periodo di tempo. Questa ricerca potrebbe permetterci di identificare in anticipo la progressione della malattia e prevenirne la degenerazione”. Lo studio avrà inizio probabilmente a maggio di quest’anno e potrebbe coinvolgere più di 60 pazienti.

Nel frattempo la dott.ssa Cerri è però impegnata in una serie di altre attività, che la coinvolgono come ricercatrice e come persona; cllabora infatti con AMA Fuori dal Buio – Associazione Malati Autoimmuni Orfani Rari. L’associazione annualmente organizza un convegno dedicato alle malattie rare coinvolgendo studenti di scuole secondarie. Collaborando con la presidente dell’associazione, Rosalba Mele, quest’anno Stefania Cerri ha ricoperto il ruolo di tutor degli studenti che hanno svolto le 150 ore di stage formativo presso il Centro Interdipartimentale Universitario per le Malattie Rare del Polmone.  “L’esperienza con gli studenti è stata ottima, una preziosa occasione di confronto e una grande soddisfazione per l’interesse che gli studenti, pur essendo così giovani, hanno mostrato nei confronti del mondo delle malattie rare. Sono davvero curiosa di assistere agli interventi che questi ragazzi faranno in occasione del convegno, in cui racconteranno la loro esperienza durante lo stage”. Il convegno si terrà domani 29 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, presso il Centro Congressi della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Policlinico di Modena.

Oltre ad essere stimata come medico, Stefania Cerri è molto amata dai suoi studenti e dai suoi pazienti. “Avere a che fare con le malattie rare implica un maggiore coinvolgimento personale – spiega – le storie dei pazienti e delle loro famiglie sono sempre diverse, così come sono diverse le necessità di ognuno. Conosco bene i miei pazienti e loro conoscono me. Questo mi aiuta a svolgere al meglio il mio lavoro quotidiano”.

Il programma del convegno a questo link.

 

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