"Finalmente anche negli ospedali italiani arriva la terapia farmacologica per la malattia di Dupuytren a base di collagenasi". Questo il commento di Riccardo Luchetti, presidente della Società Italiana di Chirurgia della Mano: “L’Italia risulta l’unico paese Europeo che ha effettuato un coordinamento di sperimentazione come Società scientifica e i risultati sono in prima linea a livello europeo (veniamo citati appunto per serietà del lavoro eseguito). La prima fase definita Point X ha visto il coinvolgimento solo di alcuni centri come Milano, Savona e Modena; nella seconda fase, quella europea, la SICM ha coinvolto molti centri. Il coinvolgimento dei centri italiani è risultato distribuito per tutto il territorio da Padova a Palermo, da Firenze ad Ancona, da Torino a Cagliari e, con l’intervento dei Centri di Chirurgia plastica ed Ortopedia, si sono ottenuti così dati attendibili non legati all’entusiasmo del singolo centro. I dati sono in corso di pubblicazione”.

L’arrivo della nuova terapia nei nostri ospedali è un grande passo in avanti per il settore medico della chirurgia della mano. In occasione del 52esimo Congresso SICM, il Presidente Aurelio Portincasa ha dichiarato: “In Italia, sia per quanto riguarda la preparazione che le tecniche chirurgiche, non abbiamo nulla da invidiare ai colleghi stranieri. Esiste una realtà ed una rete chirurgica e professionale ormai consolidata, su tutto il territorio nazionale, con punte di eccellenza ed alta specializzazione, che ci allineano ai primi posti delle classifiche internazionali, sia dal punto assistenziale che della ricerca scientifica. I progressi della ricerca, della bio-ingegneria tissutale e della medicina e chirurgia induttiva e rigenerativa ci consentiranno, in un prossimo futuro, il raggiungimento di risultati probabilmente impensabili fino ad oggi. Domani, grazie all'impiego delle cellule staminali autologhe, dei fattori di crescita ed alla differenziazione cellulare "pilotata", avremo probabilmente la possibilità di prefabbricare organi e apparati. Non sarà quindi più necessario "sostituire" organi e strutture nobili ed altamente specializzate prelevandoli da un sito donatore, ma sarà possibile prefabbricarli in laboratori idonei e finalizzati allo scopo di produrre ossa, nervi, cartilagini, se non addirittura organi ed apparati più complessi. E tutto questo consentirà di dare ampio e più rinnovato impulso alla realizzazione di "banche dei tessuti" per impiego clinico. Ed ancora la chirurgia "robotica" e le applicazioni della cibernetica più avanzata, lasciano intravedere prospettive sempre più nuove e stimolanti”.

Tra queste novità si inserisce, oggi, il trattamento non chirurgico della malattia di Dupruyten grazie all'impiego dell'enzima collagenasi.

“L'avvento di questa nuova metodica - spiega Portincasa - ci consente ormai di risolvere, senza ricorrere alla chirurgia, la maggior parte delle contratture palmari legate a questa patologia. E’ una rivoluzione che possiamo paragonare a quella osservata nel campo della chirurgia dell'apparato digerente e della gastroenterologia quando, grazie alla scoperta dell’Helicobacter Pylori, si è smesso di operare di resezione gastrica i pazienti portatori di ulcera gastro-duodenale e si è intrapresa la strada farmacologica. E’ uno degli argomenti top del Congresso al quale è stato dedicato ampio spazio”.

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