SLA, delude lo studio sulla terapia con TUDCA

Il consorzio TUDCA-ALS procederà ora con una serie di analisi aggiuntive dei dati della sperimentazione, i cui esiti saranno presentati al prossimo meeting ENCALS

Sono negativi i risultati principali dello studio clinico di Fase III condotto per valutare la sicurezza e l’efficacia della terapia con acido tauroursodesossicolico (TUDCA) in persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA): il consorzio TUDCA-ALS ha infatti annunciato che la sperimentazione non ha raggiunto il suo endpoint primario, definito dalla proporzione di pazienti responsivi e non responsivi al trattamento con TUDCA, rispetto a placebo, misurata al mese 18 mediante l’apposita scala di punteggio Revised Amyotrophy Lateral Sclerosis Functional Rating Scale (ALSFRS-R). Inoltre, non è stata riscontrata alcuna differenza statisticamente significativa tra TUDCA e placebo in nessuno degli endpoint secondari dello studio.

La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa a carattere progressivo che colpisce il sistema nervoso centrale e che interessa i motoneuroni, portando alla riduzione graduale delle capacità di muoversi, comunicare, alimentarsi e respirare in autonomia. Secondo le stime, i pazienti affetti da SLA in Italia sono circa 6.000 (30.000 in Europa).

L’acido tauroursodesossicolico (TUDCA) è un acido biliare idrofilo che viene prodotto dal fegato. Comunemente usata per il trattamento delle malattie epatiche colestatiche croniche, questa molecola ha dimostrato di avere una funzione neuroprotettiva in diversi studi preclinici condotti su modelli sperimentali di malattie neurodegenerative.

Il trial di Fase III sull’impiego del farmaco TUDCA nella SLA è stato avviato nel 2019 dal consorzio TUDCA-ALS, costituito da alcuni dei più importanti centri europei di riferimento per la sclerosi laterale amiotrofica e coordinato dall’Humanitas Research Hospital di Rozzano (Milano). La sperimentazione ha coinvolto 336 pazienti con SLA che sono stati arruolati in 25 centri situati in Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Irlanda e nel Regno Unito. Lo studio si è svolto durante la pandemia di COVID-19 e ha dovuto affrontare numerose sfide poste dalle ripetute ondate virali, che hanno comportato una progressiva riduzione dei partecipanti alla sperimentazione, in modo particolare nel gruppo di pazienti sottoposto a placebo.

Sebbene il trial non abbia raggiunto i suoi endpoint di efficacia, il trattamento con TUDCA si è rivelato generalmente ben tollerato e sicuro, con eventi avversi gastrointestinali, prevalentemente lievi, che si sono verificati sia nel gruppo di pazienti che hanno ricevuto il farmaco sia in quello dei pazienti sottoposti a placebo.

Il consorzio TUDCA-ALS procederà ora con una serie di analisi aggiuntive dei dati della sperimentazione, allo scopo di ottenere una comprensione più chiara degli eventuali effetti dell’acido tauroursodesossicolico nei pazienti con SLA a progressione lenta rispetto a quelli con malattia a rapida evoluzione. I risultati di queste analisi saranno presentati al prossimo meeting dello European Network to Cure ALS (ENCALS), che si terrà a Stoccolma nel mese di giugno.

“Siamo molto delusi nel constatare che nello studio di Fase III non sia emerso alcun beneficio complessivo dall’impiego della terapia con TUDCA in pazienti con SLA”, ha dichiarato il professor Alberto Albanese, direttore dell'Unità di Neurologia dell'Humanitas Research Hospital e responsabile della sperimentazione. “Data l’eterogeneità della malattia, è importante valutare se la mancanza di effetti sia uniforme nell’intera popolazione dello studio. Pertanto effettueremo un'analisi approfondita dei dati relativi a vari sottogruppi di pazienti ed estrapolati in punti temporali intermedi dello studio. Vorremmo esprimere la nostra profonda gratitudine alle persone affette da SLA che hanno partecipato così generosamente al trial”.

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