Riconoscimento a Bruno Dallapiccola
Da sinistra: Rita Mingarelli, Bruno Dallapiccola, Ilaria Ciancaleoni Bartoli

Architetto della Genetica, Maestro, uomo di carattere sempre disposto a collaborare e con lo sguardo rivolto al futuro

Un paio di anni fa, al Premio OMaR avevamo attribuito al prof. Bruno Dallapiccola il riconoscimento di “Grande Precursore”. Lo scorso 24 giugno, il ‘Prof.’ ha ricevuto il Sigillo d’Ateneo dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino, consegnato dal Magnifico Rettore Giorgio Calcagnini davanti a circa 200 persone, che hanno applaudito senza sosta e con la massima partecipazione. Nel corso di questa cerimonia, che ho avuto il piacere di moderare, sono state dette di lui così tante cose che posso affermare: Precursore è senza dubbio un titolo azzeccato, ma il prof. Bruno Dallapiccola è davvero molto di più.

Nella sua Laudatio, il prof. Giuseppe Novelli, Ordinario di Genetica Medica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Adjunct Professor presso la University of Nevada (Reno, USA), lo ha definito “Architetto della genetica medica italiana”, ma anche “Maestro”. “È l’uomo che in tanti anni ha formato generazioni di ricercatori, trasmettendo non solo conoscenza, ma l’etica del dubbio metodologico, della curiosità scientifica, della passione per la ricerca. Essere un Maestro va ben oltre il semplice ruolo di insegnante o trasmettitore di conoscenze. Significa essere una guida, un esempio, un punto di riferimento umano ed etico in un mondo che sta cambiamento rapidamente”.

E a sentire tutti i racconti delle persone con cui Dallapiccola ha collaborato, e quelle che lui stesso ha formato in 60 anni di carriera, il titolo di Maestro non può certo essere messo in dubbio: un Maestro mai sul piedistallo, piuttosto seduto al volante della sua auto e pronto a guidare per chilometri e chilometri per passare da un impegno all’altro, sempre disponibile a dare una mano, rivedere un caso difficile di diagnosi, trovare una soluzione alle difficoltà.

“Un noto scienziato ha detto che esistono due categorie di ricercatori: i frogs e i birds. I primi, come le rane, sono attenti a tutti i particolari della loro professione e sanno valorizzarli; gli altri, come gli uccelli, sono in grado di guardare le cose dall’alto e a grandi distanze”, ha detto per esempio il prof. Pierpaolo Mastroiacovo, Professore emerito di Pediatria dell’Università Cattolica, rivolgendosi al prof. Dallapiccola. “Ecco, secondo me tu fai parte della terza categoria, quella dei frogs and birds. Sai vedere i minimi particolari e, al contempo, riesci ad avere anche la visione ampia del loro significato nel futuro”.

Tra le caratteristiche di Dallapiccola è stata messa in luce anche quella di “Grande Mediatore”, sottolineata dalla già Senatrice Paola Binetti: “La sua esperienza umana è davvero senza confini, forse proprio per la dimestichezza acquisita con gli anni nella faticosa esperienza del counseling genetico con tanti genitori. E in questo terreno, in cui emergevano ogni giorno tanti quesiti inediti anche sul piano etico, è maturato il suo contributo al Comitato Nazionale di Bioetica. Qui ho potuto apprezzare la limpidezza della sua coscienza e dei suoi giudizi, insieme alla pacatezza nelle argomentazioni, con una rara capacità di mediazione, e al saper andare oltre lo schematismo di risposte precostituite”.

E in tutto questo è emerso anche l’uomo, con le sue fragilità, come ha raccontato la professoressa Orsetta Zuffardi, professore emerito di Genetica umana al Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Pavia: “Parlavamo nella stessa sessione di cui era chairman Fraccaro. Mi hai espresso il timore che Fraccaro ti ponesse domande imbarazzanti. È stata questa tua inattesa fragilità a renderti simpatico. Poi tu sei diventato il “Dalla”, il “Dalla” innovativo, da rispettare, sornione, a cui tutti si inchinavano”.

Sono solo alcune delle frasi che sono state dette in un’ora intensa ed emozionante (che è possibile rivedere qui), durante la quale hanno preso la parola anche la professoressa Gabriela Obregon, dall’Argentina, la Senatrice – nonché ex Ministro della Sanità – Beatrice Lorenzin, con un video denso di ricordi personali, il prof. Antonino Forabosco, la professoressa Lidia Larizza, il prof. Giandomenico Palka, il prof. Maurizio Clementi, il prof. Massimo Gennarelli, il prof. Vilberto Stocchi, il prof. Sebastiano Filetti e la professoressa Paola Grammatico.

E cosa ha fatto il prof. Dallapiccola in una cerimonia basata soprattutto su bellissimi ricordi del passato? Semplicemente quello che ha sempre fatto, ha parlato di genetica e malattie rare guardando al futuro, a quel che resta ancora da fare per le persone che ne sono affette.
Ecco la sua lista:
• definire l’epidemiologia;
• superare le diseguaglianze territoriali, non lasciando indietro nessuno;
• sviluppare e rendere fruibili terapie per le malattie oggi senza cure (il 95%);
• integrare il sistema sociale nell’HTA medico-sanitario delle malattie rare;
• promuovere e aumentare la partecipazione dei pazienti nei processi che li riguardano;
• ampliare il pannello dello screening neonatale esteso;
• gestire la transizione dei malati dall’età pediatrica alla medicina dell’adulto;
• dare attuazione al Testo Unico Malattie Rare e allineare il Paese alle raccomandazioni internazionali;
• implementare la genomica nella pratica clinica;
• potenziare la ricerca;

Per corredare questo articolo potrei mettere una delle centinaia di foto che sono state scattate all'evento, tutte bellissime, ma ne ho scelta una per me speciale, insieme al ‘Prof.’ e alla dottoressa Rita Mingarelli, Laureata in Medicina e chirurgia, specializzata in Genetica medica e in Igiene e medicina preventiva, che da tantissimi anni e ancora oggi lavora fianco a fianco con il prof. Dallapiccola. Lei dice di lavorare ‘nell’ombra’, ma in realtà è proprio l’ombra insostituibile del prof. Dallapiccola.

Caro ‘Prof.’, cara Rita, grazie per essere amici attivi e collaboranti di Osservatorio Malattie Rare fin dalla sua nascita, siete stati essenziali per tanti risultati raggiunti, ma soprattutto è con voi e con tutte le persone che negli anni avete saputo coinvolgere che vogliamo continuare a lavorare, per ‘spuntare’ le voci di questa lista ambiziosa, ma non impossibile.

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