Addio a Silvia Stoyanova
Silvia Stoyanova e la mamma (foto da Instagram)

Silvia Stoyanova, attivista per l’accessibilità culturale, ci ha lasciati il 1° novembre. Il suo impegno continua attraverso il manifesto Live For All, sostenuto anche da Osservatorio Malattie Rare

Silvia Stoyanova è scomparsa pochi giorni fa, a 38 anni. Chi ha avuto la fortuna di conoscerla sa che la sua voce non si spegnerà. Era una giovane donna con una disabilità motoria, ma soprattutto una forza della natura, capace di trasformare ogni ostacolo in una battaglia collettiva. Osservatorio Malattie Rare l’ha intervistata nel 2023, quando ha fatto di tutto per accedere al concerto di Taylor Swift: un evento che per molti è semplice intrattenimento, ma che per lei rappresentava un diritto da rivendicare.

Quella intervista non è rimasta un episodio isolato. Silvia ha continuato a lottare, e la sua storia ha contribuito a dare forma a Live For All, il primo manifesto per l’accessibilità degli eventi dal vivo, sottoscritto anche da Osservatorio Malattie Rare. Era il suo modo di dire: “Io ci sono, e voglio esserci come tutti gli altri.” E quel “esserci” non era solo fisico, ma profondamente umano, sociale, culturale.

Silvia non ha mai chiesto pietà. Ha chiesto rispetto. Ha chiesto di poter vivere pienamente, di poter partecipare, di poter emozionarsi. E lo ha fatto con una lucidità e una dolcezza che non si dimenticano. La sua battaglia non muore con lei. Al contrario, si fa eredità. Si fa impegno. Si fa promessa.

A nome di Osservatorio Malattie Rare, la direttrice Ilaria Ciancaleoni Bartoli ha voluto ricordarla con queste parole: “Ci sono persone che cambiano il mondo, Silvia è stata una di queste. Perché il mondo è come lo pensiamo, e per cambiarlo bisogna aver coraggio di pensare oltre al ‘è sempre stato così’ e far capire che le cose possono cambiare. Il ‘si è sempre fatto così’ è spesso solo un’abitudine mentale, ma si può andare oltre. Con richieste semplici, parole chiare, come le sue. Grazie Silvia per aver fatto capire a tanti che il mondo può cambiare e aver contribuito a crearne uno migliore per tutti”.

Per questo, oggi, nel salutarla, vogliamo dirle che continueremo a camminare sulle sue orme. Che il suo nome sarà pronunciato ogni volta che parleremo di diritti, di inclusione, di cultura accessibile. Che Live For All non è solo un progetto: è una parte importante del suo lascito.

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