Covid-19, la fotografia a inizio gennaio: contagi in calo e pressione ospedaliera sotto controllo

La curva rallenta e il sistema regge, mentre i dati riflettono una sorveglianza più efficace

Il monitoraggio settimanale del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità scatta, al 7 gennaio 2026, un’istantanea rassicurante sull’andamento del Covid-19 in Italia. La circolazione del virus appare complessivamente stabile e in fase di rallentamento, con un calo dei nuovi casi e un impatto ancora limitato sugli ospedali. 
Un quadro che, nel complesso, segna un miglioramento rispetto alle settimane precedenti. Tra il 1° e il 7 gennaio l’incidenza nazionale dei casi diagnosticati si attesta a 2 casi ogni 100.000 abitanti, in netto calo rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 4 casi per 100.000, con 1.461 nuove diagnosi. 


Il dato è fortemente influenzato dall’andamento della Lombardia, dove l’aumento dei casi non segnala una ripresa della circolazione del virus, ma riflette soprattutto un rafforzamento delle attività di testing: più tamponi eseguiti, una maggiore capacità di intercettare anche i casi lievi e una notifica più completa al sistema di sorveglianza. In altre parole, sono “scoperti” più contagi perché si cercano meglio, non perché il virus stia colpendo di più.

Anche sul fronte ospedaliero la situazione resta sotto controllo. Al 7 gennaio i pazienti Covid ricoverati in area medica occupano l’1,2% dei posti letto disponibili, pari a 725 persone, un valore sostanzialmente invariato rispetto alla settimana precedente. Ancora più contenuta la pressione sulle terapie intensive, dove l’occupazione scende allo 0,3%, con 29 ricoverati a livello nazionale. I tassi di ospedalizzazione e mortalità continuano a concentrarsi soprattutto nelle fasce di età più avanzate, in particolare tra gli over 80, mentre restano inferiori a un caso per milione di abitanti nelle altre classi di età.

Un ulteriore segnale positivo arriva dall’indice di trasmissibilità Rt, calcolato sui casi che richiedono il ricovero ospedaliero. Il valore stimato è pari a 0,76, in calo rispetto allo 0,92 della settimana precedente. Un Rt stabilmente sotto la soglia di 1 indica una fase di rallentamento della circolazione virale, in linea con la diminuzione dell’incidenza osservata a livello nazionale.

Guardando alla distribuzione dei casi per età, i tassi di incidenza settimanale più elevati si registrano tra i bambini di 0-9 anni e nelle fasce più anziane, 80-89 anni e over 90. Anche in questo caso, il dato relativo ai più piccoli è influenzato dall’aumento delle attività diagnostiche in alcune aree del Paese. 
L’età mediana alla diagnosi scende a 59 anni, segnando una lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, mentre la quota di reinfezioni sale al 37%, con un incremento contenuto ma costante.

Sul versante delle varianti, i dati preliminari di dicembre 2025 confermano la predominanza del lignaggio JN.1 e dei suoi sotto-lignaggi, uno scenario in linea con quanto osservato anche a livello internazionale. Accanto a JN.1 prosegue la co-circolazione delle varianti sotto monitoraggio XFG e NB.1.8.1, con una maggiore presenza di sequenziamenti riconducibili al lignaggio PQ.17.

Nel complesso, ci troviamo in una fase di progressiva attenuazione dell’impatto del Covid-19, con una circolazione virale in calo e un sistema sanitario che, almeno per ora, regge senza particolari criticità. Un equilibrio che resta però legato alla tenuta della sorveglianza e alla capacità di cogliere tempestivamente eventuali segnali di cambiamento.

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