Dopo aver perso una gamba in un attentato dell'ISIS, l’atleta italiano ora debutta a Milano Cortina nello sci nordico e nel biathlon
Nel dicembre 2019, durante una missione nel Kurdistan iracheno, un ordigno artigianale piazzato sul margine della strada esplose colpendo il caporalmaggiore scelto Marco Pisani. Gravemente ferito, il paracadutista dovette subire l’amputazione della gamba sinistra. Ma la perdita dell’arto non ha fermato la sua voglia di rimettersi in gioco anche attraverso lo sport, e oggi, a distanza di pochi anni, è pronto a sedersi sullo slittino dello sci nordico per inseguire un nuovo, ambizioso obiettivo: Milano Cortina 2026.
La stessa determinazione che ha reso Marco Pisani un incursore del 9° Reggimento d'assalto ‘Col Moschin’ – l'unità d'élite delle Forze Speciali dell'Esercito, addestrata per sabotaggio, controterrorismo, ricognizioni strategiche e operazioni dietro le linee nemiche – lo guida ora verso il debutto paralimpico.
Il primo sogno del paracadutista di Bagno a Ripoli (Firenze), 37 anni, erano i 100 metri dell’atletica leggera. Poi, grazie al Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, la scelta si è orientata sullo sci nordico. Un cambiamento radicale, anche tecnico: “L'inizio non è stato facile perché, da amputato che utilizza la protesi, non ero abituato alla carrozzina, mentre la mia disciplina si pratica seduti sullo slittino. Quindi non è una sciata tradizionale: ho dovuto reimparare movimenti del tutto nuovi per me”, racconta.
Pisani parteciperà sia alle gare di sci nordico che di biathlon e, da militare, la frazione di tiro a segno della seconda disciplina gli è particolarmente congeniale: “Con la carabina spariamo a 10 metri verso un bersaglio di 13 millimetri, più piccolo di una moneta da 1 centesimo”, spiega. In vista del debutto paralimpico, non si è risparmiato: ha seguito una lunga preparazione estiva tra handbike e skiroll, una tecnica poi affinata in Coppa del Mondo. “Aspettative ne ho, di fare il mio meglio, ma non ho tanta pressione addosso essendo all'esordio”. E il suo approccio è chiaro fin dall'inizio, dato che per definirsi usa questi tre aggettivi: “perfezionista, competitivo e testardo”.
“Le motivazioni che mi hanno spinto a diventare un incursore – ha raccontato a La Nazione – mi hanno spinto anche a riprendermi da questa grave ferita”. In questo percorso, lo sport ha avuto un ruolo determinante. Nel 2022 Marco è diventato il primo campione di para skydiving indoor, disciplina che simula la sensazione di un salto nel vuoto grazie a un tunnel del vento verticale, vincendo la classifica assoluta del primo campionato internazionale mai organizzato.
Nello stesso anno ha conquistato la medaglia d’oro anche nei 100 metri piani agli Invictus Games, l'evento sportivo ideato dal principe Harry e dedicato ai veterani di guerra con disabilità permanenti. Questo risultato è stato reso possibile grazie alla protesi da corsa ricevuta dalla “Disabili No Limits”, la onlus fondata dall’atleta paralimpica Giusy Versace, oggi senatrice e presidente dell'Intergruppo Parlamentare per la Disabilità.
“Disabili No Limits” nasce nel 2011 proprio dalla consapevolezza che le protesi e gli ausili avanzati, funzionali all'attività sportiva, non sono forniti (ancora oggi) dal Servizio Sanitario Nazionale. Giusy Versace, appena entrata nel mondo paralimpico, aveva intuito che lo sport potesse rappresentare la migliore terapia per sconfiggere la depressione, uscire dall'isolamento e creare opportunità di riscatto. Così, negli anni, l'associazione ha sostenuto atleti e società con protesi da corsa di ultima generazione, ausili per arti superiori, sedie a ruote per il basket in carrozzina, la scherma e il rugby, handbike, kayak, sedie Job per la spiaggia e stampelle in titanio.
Come dichiarato a Reggio Today, Pisani vinse l'oro nei 100 metri senza aver mai provato a correre con una protesi. “Ho ricevuto l'arto tre giorni prima di partire per gli Invictus Games e quindi ho fatto il rodaggio direttamente in gara, partecipando prima alla staffetta e poi alla gara individuale. Prima di ricevere la protesi e di scoprire l'ebbrezza della velocità in pista – ricorda – mi cimentavo in discipline dove la mia disabilità influiva poco, come i lanci, ma non ero del tutto appagato: l'obiettivo dello sport è aiutarmi a superare la mia disabilità e non adattarmi ad essa”.
Per le sue gesta in Iraq, Marco Pisani è stato decorato con la Croce d’Oro al Merito dell’Esercito. La motivazione ufficiale sottolinea il suo contributo determinante nell’ambito dell'operazione “Prima Parthica”, in cui ha supportato le forze curde nel contrasto alle attività terroristiche dello Stato Islamico, e il coraggio dimostrato anche a rischio della vita. Oggi quella stessa determinazione si misura su un terreno completamente diverso: non più il deserto iracheno, ma la neve delle Dolomiti. La Croce d'Oro racconta ciò che ha affrontato; una medaglia olimpica – che ci si augura sarà anch'essa d'oro – rappresenta l'obiettivo da inseguire. Con lo stesso principio che lo ha sempre guidato: non arretrare mai.










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