Il 27enne trentino con ipovisione congenita realizza l'obiettivo pre-gara di medaglia in tutte le specialità di sci alpino paralimpico
Cinque discipline, cinque medaglie nel mirino: era l'obiettivo ambizioso di Giacomo Bertagnolli, tra i protagonisti più attesi alle Paralimpiadi di Milano Cortina. Punta di diamante della delegazione azzurra, ha gareggiato in tutte le specialità dello sci alpino, insieme alla guida Andrea Ravelli. Ipovedente sin dalla nascita a causa di un'atrofia del nervo ottico, ha iniziato a sciare a soli due anni, e a tredici ha disputato le prime gare agonistiche, dando inizio a un percorso sportivo segnato da una crescita continua, costruita su talento, disciplina e passione.
IL PERCORSO SPORTIVO DI BERTAGNOLLI
Ai Giochi Paralimpici Invernali di Pechino 2022 è stato portabandiera dell'Italia: un riconoscimento arrivato dopo i risultati straordinari di PyeongChang 2018, dove conquistò due ori, un argento e un bronzo. In Cina è riuscito a superarsi ulteriormente, vincendo due ori e due argenti: un bottino che ha portato a otto il totale delle sue medaglie e che ha consolidato la sua reputazione come uno dei principali atleti paralimpici italiani. A questi successi si aggiunge un palmarès impressionante: diciassette medaglie ai Mondiali (di cui dieci d'oro), due Coppe del Mondo assolute e undici di specialità.
“È qualcosa di cui vado fiero, perché dietro a questi risultati c'è tanto lavoro e passione per lo sport. È un modo per mettermi in competizione con me stesso e con gli altri, ma anche un pretesto per divertirmi”, ha spiegato. “La cosa che mi piace di più dello sci alpino è l’adrenalina che provi durante le discese, sia in gara che in allenamento. È fantastico sentire la velocità e l’aria che ti arriva addosso, soprattutto per chi, come me, ha problemi di vista”. Fra i tanti momenti memorabili della sua carriera, uno resta speciale: “La soddisfazione più grande è stata sicuramente aver preso parte a PyeongChang ed esserci arrivato senza grandi aspettative. Forse proprio questo approccio mi ha portato a raggiungere i traguardi che poi ho ottenuto”.
IL PERCORSO DI AVVICINAMENTO ALLE PARALIMPIADI 2026
Il 27enne trentino, nato a Cavalese il 18 gennaio 1999, ha raccontato tutta la propria emozione nel prepararsi a vivere la sua terza Paralimpiade. “Poter gareggiare in casa rappresenterà il culmine della mia carriera e sarà un’emozione completamente nuova”, aveva raccontato a Olympics.com. “Sarà tutto diverso, perché essere letteralmente a un’ora e mezza da casa sarà qualcosa di speciale. Avere tutti quelli che ti conoscono, amici, familiari, la mia ragazza, tutti lì a fare il tifo, è qualcosa di diverso rispetto a gareggiare dall’altra parte del mondo. Non sarà assolutamente facile, però l’emozione grande sarà quando riuscirò a superare il traguardo, sperando di fare qualche bel risultato”.
Negli ultimi giorni Bertagnolli prima della competizione – che gareggia per le Fiamme Gialle, la sezione sportiva della Guardia di Finanza – ha vissuto emozioni che vanno oltre le piste da sci: insieme alla sua guida Andrea Ravelli è stato ospite nella seconda serata del Festival di Sanremo. Con loro, sul palco dell'Ariston, anche Giuliana Turra, atleta di curling in carrozzina, e le campionesse Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, plurimedagliate alle ultime Olimpiadi nel pattinaggio su ghiaccio e nel biathlon. Da Sanremo a Cortina, insomma, per lui le esperienze vissute tra sport e spettacolo saranno difficili da dimenticare.
LO SCI ALPINO PARALIMPICO
Ma come funziona lo sci alpino paralimpico? È lo stesso Bertagnolli a spiegarlo, sul suo sito personale. www.giacomobertagnolli.it Le gare sono identiche a quelle dello sci alpino tradizionale: discesa libera, super-G, slalom gigante, slalom speciale e combinata. Gli atleti partecipano senza distinzione di età, ma vengono suddivisi in tre gruppi a seconda del tipo di disabilità: Standing (per gli atleti che riescono a sciare su una o due gambe e hanno problemi a una gamba e/o agli arti superiori), Sitting (per gli atleti che competono seduti in un guscio collegato a uno o due sci attraverso un telaio e un ammortizzatore) e Visually Impaired (per atleti con problemi visivi, con visus inferiore a un decimo per occhio fino alla cecità totale).
Gli atleti ipovedenti come Giacomo sciano seguendo la guida, che precede l’atleta lungo il percorso e trasmette tutte le indicazioni su traiettorie, curve e velocità tramite segnali vocali o radio. I risultati vengono poi ricalcolati con coefficienti di compensazione per bilanciare le diverse categorie visive. Nella discesa libera, dove gli atleti possono superare i 100 km/h, la comunicazione tra guida e sciatore diventa fondamentale, sia per la sicurezza che per la performance.
“La mia storia è quella di un ragazzo che, fin da piccolissimo, ha provato tutti gli sport, attraversando in lungo e in largo la sua Val di Fiemme. Continuo a cercare di vivere con passione e determinazione, ma soprattutto con divertimento. Sono ben consapevole dei miei limiti e ho accettato la mia disabilità senza farmela pesare troppo, e neppure facendola pesare agli altri. Anzi, provando a trasformarla in opportunità”, ha raccontato in una recente intervista all'Osservatore Romano. “Lo sport è una delle esperienze umane che rende la mia vita piena e super interessante. Oltre ai risultati in pista, lo sport mi insegna a riconoscere me stesso, tra limiti e potenzialità. Sono migliorato come persona, trovando il coraggio di affrontare sfide importanti. Con forza d’animo, fatica, rinunce e passione riesco, ogni volta, ad alzare l’asticella e a raggiungere nuovi obiettivi. E questo vale per la vita”.
Tutte le vittorie sportive hanno un effetto trascinante, ma i successi paralimpici – sottolinea Bertagnolli – possono cambiare la vita delle persone che si trovano in una situazione di fragilità. Secondo il campione, la presenza dei giovanissimi nello sci paralimpico è in crescita: “C’è aria nuova, la percepisco quando vado nelle scuole”. Un segnale positivo, che va nella direzione del sogno di Giacomo: un mondo in cui non esistano più differenze tra persone con e senza disabilità, sulle piste da sci e, soprattutto, nella vita. “Se le persone seguissero le Paralimpiadi resterebbero stupite dall’autoironia che abbiamo nell’affrontare le difficoltà. E chissà, magari troverebbero motivazioni per cambiare ciò che non va nelle loro vite”.
PIAZZAMENTI A MILANO CORTINA 2026
Alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, Giacomo Bertagnolli ha concluso il suo programma di gare con 5 medaglie su 5 competizioni. Il suo percorso si è sviluppato attraverso le cinque discipline dello sci alpino paralimpico: discesa libera, super‑G, slalom gigante, slalom speciale e combinata, nelle quali ha ottenuto risultati di grande rilievo.
Nel dettaglio, la sua Paralimpiade si è aperta con la medaglia di bronzo in discesa libera, è proseguita con l’argento nel super-G, quindi con la medaglia d’argento nello slalom gigante e l’oro nella combinata, fino a chiudersi con lo slalom speciale, dove ha conquistato una straordinaria medaglia d’oro.










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