Fondi disabilità regione Lazio

All’interno della legge quadro approvata sono previsti, tra gli altri, interventi su scuola, welfare e lavoro

Nel giugno scorso il consiglio regionale del Lazio ha approvato la legge regionale num. 10/2022 a sostegno delle persone con disabilità, con interventi su scuola, welfare, lavoro. La legge, che è stata definita dalla prima firmataria, la consigliera Valentina Grippo (Azione, gruppo Misto), "un passaggio storico per la Regione", prevede uno stanziamento di 5,5 milioni di euro per il triennio 2022-2024.

Obiettivo del provvedimento è quello di migliorare complessivamente la qualità della vita della persona con disabilità, riducendo le limitazioni e le barriere di tipo fisico, sociale e culturale. “Con la presente legge – si legge nell’Art. 1 – [la Regione, ndr] riconosce e garantisce la centralità, la dignità, i diritti e le libertà fondamentali di ogni persona con disabilità, nel rispetto dei principi di eguaglianza, pari opportunità, non discriminazione, compresa quella di genere, solidarietà e autodeterminazione”.

Nella legge sono previsti interventi di varia natura: attività informativa e di sensibilizzazione, lavoro e occupazione, scuola e formazione, welfare e salute, cultura, sport e turismo, accesso all'abitare, al trasporto e alle infrastrutture e superamento delle barriere architettoniche.  

All’Art. 2 sono raccolte tutte le attività che la Regione intende mettere in campo:

  1. azioni volte a concorrere alla rimozione e alla prevenzione delle barriere di ogni natura che impediscono il pieno sviluppo della persona con disabilità;
  2. promuove il coordinamento delle politiche a favore delle persone con disabilità valorizzando sinergie e accordi con gli enti pubblici e privati, con gli enti del Terzo settore e con tutti gli attori coinvolti nella gestione e nell’accompagnamento all’autonomia delle persone con disabilità;
  3. garantisce l’accesso delle persone con disabilità alle nuove tecnologie digitali;
  4. promuove e semplifica l’accesso delle persone con disabilità ai servizi pubblici favorendone l’erogazione anche in modalità digitale o a domicilio;
  5. incentiva con premialità, a titolo non oneroso, i comuni virtuosi in tema di accessibilità;
  6. garantisce che ogni tipologia di intervento realizzato con finanziamenti o cofinanziamenti regionali sia fruibile dalle persone con disabilità;
  7. realizza campagne informative rivolte alle persone con disabilità al fine di potenziarne la partecipazione attiva, l’inclusione sociale e il sostegno tra pari;
  8. monitora, elabora, aggiorna, condivide e promuove, previa intesa con l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), la raccolta di dati che illustrano la condizione delle persone con disabilità, anche in riferimento alle diverse situazioni del proprio territorio;
  9. promuove accordi e convenzioni con istituti di ricerca presenti sul territorio regionale che possano fornire strutture e ausili innovativi volti a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità.

La Regione – sottolinea l’Art. 4 – riconosce e promuove il valore sociale del caregiver familiare, quale componente della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato ai sensi dell’articolo 26, comma 8, della l.r. 11/2016 e successive modifiche.

In materia di politiche del lavoro e dell’occupazione, ai sensi di quanto previsto dall’Art. 6, “promuove interventi, compresi percorsi di riqualificazione professionale, per l’inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità, anche con bisogno di supporto intensivo”.

Nell’ambito invece dell’inclusione scolastica, ai sensi di quanto previsto dall’Art. 9, la Regione promuove:

  1. progetti finalizzati all’accrescimento dell’autonomia e all’acquisizione delle competenze degli alunni e degli studenti con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado, nonché dei giovani con disabilità impegnati in percorsi di istruzione e formazione tecnico superiore e universitari;
  2. progetti finalizzati all’inserimento scolastico delle persone con disabilità in scuole di ogni ordine e grado;
  3. progetti di alternanza scuola-lavoro, tirocini e apprendistato che tengano conto delle specifiche tipologie di disabilità, nell’ambito scolastico e formativo;
  4. percorsi di accompagnamento post scolastico finalizzati al mantenimento delle competenze scolastiche e sociali acquisite nel corso dei cicli di istruzione e di sostegno agli allievi;
  5. l’attuazione dei progetti sportivi scolastici messi a bando annualmente dal Comitato Italiano Paralimpico;
  6. progetti di sostegno agli allievi con disabilità che frequentano corsi di formazione;
  7. forme di raccordo tra le istituzioni scolastiche e formative e le strutture socio-sanitarie regionali che si occupano del sostegno psicologico e psichiatrico di bambini, ragazzi e giovani con disabilità, finalizzate alla presa in carico scolastico e alla partecipazione dei gruppi di lavoro scolastici per l’inclusione;
  8. scuola, formazione e occupazione mediante percorsi individualizzati attraverso i PCTO eil Piano educativo individualizzato (PEI) che tengano conto della specificità di ogni studente con disabilità;
  9. progetti di formazione con metodologia Peer Buddy per gli alunni e studenti neurotipici;
  10. forme di raccordo delle attività delle cooperative di comunità con quelle delle amministrazioni pubbliche dirette a sostenere progetti di formazione e inserimento lavorativo dei giovani adulti con disabilità, con particolare attenzione a quelli con bisogno di supporto intensivo;
  11. la rimozione delle barriere architettoniche e senso-percettive e la dotazione e la manutenzione degli ausili e dei presidi di legge nelle scuole di ogni ordine e grado, negli istituti formativi e nelle università.

"Dopo 3 anni di lavoro – ha dichiarato la consigliera Grippo all’agenzia ANSA – possiamo dire con orgoglio che finalmente la Regione Lazio ha una legge quadro sulla disabilità. Con questa legge si cambia l'impostazione su cui si ragiona sulla disabilità, ovvero si supera la dicotomia tra salute e malattia facendo capire che noi per salute intendiamo non solo l'assenza di malessere o malattia ma l'insieme complessivo del benessere della persona".

Non è dello stesso avviso la consigliera di opposizione Chiara Colosimo (Fdi): "La legge sui diritti per le persone con disabilità lascia l'amaro in bocca. È infatti l'ennesima occasione persa di dare risposte concrete ai più fragili. Non è una legge quadro ma una mera dichiarazione di intenti che non risolve nulla e su nulla incide nel dare risposte concrete ai più fragili. I nostri emendamenti, quelli che sono passati, in parte hanno migliorato il testo ma la verità è che fin quando non si ragionerà seriamente sul caregiver familiare, con una legislazione seria su questa tematica non ci sarà nessun miglioramento”.

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