Lo studio è stato avviato dal Gruppo di Onco-Reumatologia del Collegio Reumatologi Italiani (CReI)
Roma - È stata pubblicata su Cancers, prestigiosa rivista scientifica peer reviewed, la prima analisi italiana, condotta da un gruppo multidisciplinare di ricercatori, in grado di fornire evidenze sul rischio di cancro nelle malattie infiammatorie immunomediate (IMID), vasto gruppo di patologie che comprendono, tra le altre, l’artrite reumatoide (RA) e le malattie diffuse del tessuto connettivo (DDCT) come il lupus eritematoso sistemico e la sindrome di Sjögren.
Lo studio è stato avviato dal Gruppo di Onco-Reumatologia del Collegio Reumatologi Italiani (CReI), ed è firmato da Barbara Giordani (AGENAS), con Daniela Marotto (Past president CReI, coordinatrice del Gruppo di Onco-Reumatologia del Collegio e Azienda Socio-Sanitaria Locale della Gallura, Olbia) e Giovanni Baglio (AGENAS) come autori-senior; lo studio ha visto inoltre la partecipazione di Luigi Pirtoli (Sbarro Institute, College of Science and Technology’s Biotechnology, Temple University, Philadelphia), Guido Putignano (BIOERGOtech, Taranto) e Antonio Giordano (Università di Siena e Sbarro Institute, Temple University, Philadelphia e referente oncologico del Gruppo di Onco-Reumatologia).
Lo studio ha valutato il percorso di 356.022 pazienti italiani ospedalizzati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, con un follow-up di cinque anni (conclusione dell’osservazione al 31 dicembre 2023). L’indagine ha incluso 54.896 pazienti adulti con IMID e 301.126 non affetti da tali patologie. Nei cinque anni di follow-up, le malattie infiammatorie immunomediate sono risultate significativamente associate al rischio di neoplasia, con particolare riferimento al tumore del polmone e della vescica, a leucemie e linfomi e al melanoma. Analizzando con maggior attenzione, lo studio ha evidenziato che i pazienti affetti da malattie diffuse del tessuto connettivo hanno mostrato una maggiore associazione con il rischio di cancro rispetto a quelli pazienti affetti da artrite reumatoide.
Per gli autori dello studio, “i risultati suggeriscono che dovrebbero essere implementati protocolli di sorveglianza oncologica più rigorosi per i pazienti con IMID, in particolare durante il primo anno dalla diagnosi. L'andamento temporale della riduzione del rischio supporta strategie di trattamento antinfiammatorio precoce”.
“La ricerca futura - proseguono le raccomandazioni conclusive dello studio - dovrebbe concentrarsi sull'identificazione di specifici biomarcatori infiammatori predittivi del rischio di cancro”.
Da ultimo, gli autori auspicano che questi risultati possano essere base epidemiologica “per lo sviluppo di linee guida che migliorino gli esiti per i pazienti affetti da queste patologie complesse e interconnesse, supportando l'evoluzione degli approcci di medicina personalizzata nel campo emergente dell'onco-reumatologia”.










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