Le associazioni locali portano il caso davanti alla Corte dei Conti, alla Commissione Europea e all’ONU
Le associazioni Ora Noi APS e CONFAD APS ETS tornano a denunciare con forza una situazione che definiscono grave e non più tollerabile: la mancata attuazione della Legge Regionale n. 12/2023 sul riconoscimento del caregiver familiare in Sardegna e il presunto utilizzo improprio di ingenti risorse pubbliche destinate a questo ambito. Dopo mesi di silenzi o interlocuzioni senza esito con la Regione, le organizzazioni hanno deciso di intraprendere un articolato percorso di azioni legali e istituzionali a livello nazionale e internazionale, con l’obiettivo di tutelare i diritti dei caregiver familiari e ristabilire trasparenza e legalità nella gestione dei fondi vincolati. Riportiamo di seguito le dichiarazioni delle associazioni.
“In un nostro precedente comunicato stampa avevamo denunciato pubblicamente l'ennesima esclusione dei caregiver familiari sardi dalla Legge di Bilancio 2026 della Regione Sardegna. Avevamo chiesto un incontro, avevamo sollecitato risposte, avevamo dato alla Regione un'ultima possibilità per rispondere davanti all'opinione pubblica. Nulla. Da allora non siamo rimasti fermi. Abbiamo analizzato ogni documento, ogni atto contabile, ogni delibera regionale. E quello che abbiamo trovato va ben oltre un semplice ritardo amministrativo. Pertanto, le associazioni Ora Noi APS e CONFAD APS comunicano l'avvio di una strutturata azione di pressione istituzionale e legale a più livelli — regionale, nazionale, europeo e internazionale — per porre fine alla prolungata inerzia della Regione Sardegna nella tutela dei diritti dei caregiver familiari sardi.”
“La Legge Regionale n. 12/2023 "Norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare" è stata approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale della Sardegna nel 2023. Essa riconosce per la prima volta il caregiver familiare come figura giuridica autonoma: il cittadino che si prende cura di un proprio caro non autosufficiente convivente, con disabilità o patologie croniche invalidanti, spesso h24, sacrificando lavoro, salute e vita sociale. Per queste persone, la legge n. 12/2023 prevede tra le varie misure: sostegno psicologico, economico e di carattere formativo. A quasi tre anni dall'approvazione, nessuna di queste misure è mai stata attuata. Questa è una mancanza di coscienza politica trasversale. La responsabilità ricade su chiunque sieda in Consiglio Regionale. Non è una questione di colore di partito: è una questione di civiltà. La Sardegna sta andando in direzione opposta rispetto ad altre Regioni, rispetto allo stesso DDL nazionale sul Caregiver familiare, oltre che rispetto alla visione dei Paesi del resto d'Europa. Mentre altrove si avanza nel riconoscimento di tutele reali, qui restiamo ancorati a un paradigma vecchio che scarica sul caregiver familiare ogni responsabilità. Il caregiver familiare ci sembra sia utilizzato solo per far quadrare i conti della sanità pubblica territoriale.”
“La Legge Regionale n. 12/2023 approvata dalla precedente Giunta Solinas, infatti, conteneva già la clausola: "nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie possibili". Un avvertimento di quello che sarebbe stato. Una restrizione che lasciava già aperta la porta al nulla. La nuova Giunta Todde non ha fatto altro che proseguire sulla stessa strada. Una presa in giro istituzionalizzata: un riconoscimento formale, nessuna risorsa reale. Le risorse restano inesistenti mentre si trovano fondi per qualsiasi altra iniziativa. Dalle analisi dei documenti contabili e della programmazione regionale, emergerebbe un dato di estrema gravità: 4.961.120,36 euro di fondi statali, specificamente destinati ai caregiver familiari, risulterebbero essere stati impiegati per sette annualità consecutive per finalità diverse da quelle previste dal vincolo di destinazione.”
“Tale gestione, reiterata nonostante i formali solleciti inviati tramite PEC alla Presidenza della Regione e agli Assessorati competenti - rimasti privi di riscontro - ha reso necessario il nostro ricorso presso le sedi giurisdizionali, anche internazionali. La Regione continua a rifinanziare prestazioni e programmi destinati all'assistenza delle persone con disabilità, ma non riconosce in modo specifico chi quell'assistenza la garantisce 24 ore su 24 nelle proprie case, coprendo di fatto tutte le carenze dei servizi territoriali e dell'assistenza domiciliare. Come associazioni, siamo stanchi di assistere a manifestazioni di finto buonismo da parte di chi, quando arriva il momento di firmare il bilancio, ignora completamente i bisogni e le esigenze dei caregiver familiari. La dignità di un caregiver familiare non è uno slogan elettorale. Non può essere ridotta alla finta pietas politica che si mostra solo davanti alle telecamere. La domanda è semplice: di fronte a tale accertata gestione dei fondi vincolati come si possono guardare negli occhi i caregiver familiari? Dopo averli ignorati ancora una volta?”
“Al fine di garantire il rispetto della legalità e la tutela della dignità dei caregiver familiari conviventi abbiamo attivato azioni presso le seguenti sedi istituzionali:
- Commissione Europea (Rif. CHAP(2026)/ID 91334)
Abbiamo presentato esposto formale per verificare la regolarità nell'utilizzo dei fondi FSE+, denunciando una probabile sovrapposizione tra i finanziamenti comunitari e i fondi nazionali vincolati, in potenziale violazione dei principi di trasparenza e addizionalità della spesa europea.
- Comitato ONU CRPD (Rif. WUR/30279)
Abbiamo depositato una comunicazione individuale per la presunta violazione dei diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in cui abbiamo evidenziato il cronico stato di isolamento e la totale mancanza di supporto ai caregiver familiari conviventi sardi.
- Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Sardegna (17 marzo 2026)
Abbiamo presentato esposto per probabile danno erariale, richiedendo l'accertamento delle responsabilità dei funzionari e dei dirigenti regionali in merito alla destinazione dei fondi vincolati.
- Autorità Nazionali
Abbiamo inoltrato segnalazione al Garante Nazionale Disabilità e ai Ministeri competenti chiedendo un'immediata verifica ispettiva sulla conformità degli atti amministrativi regionali.
- Autorità Regionali
Procederemo nei prossimi giorni alla notifica di diffida formale nei confronti della Regione Sardegna. In assenza di un'immediata inversione di rotta e dell'emanazione delle linee guida attuative, procederemo con un ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR)”.
“La Sardegna non può più derogare i propri obblighi civili e sociali. La clausola di invarianza finanziaria contenuta nella L.R. 12/2023 risulta oggettivamente superata dalla disponibilità di risorse nazionali ed europee; disponibilità che tuttavia non risulta essere stata finalizzata a favore dei legittimi destinatari. I diritti di migliaia di caregiver familiari conviventi sardi devono essere rispettati. Nonostante ogni tentativo di dialogo, abbiamo finora ricevuto un disinteresse totale, solo un assordante silenzio, da parte delle Istituzioni. La dignità dei caregiver familiari non è un tema negoziabile e noi continueremo a batterci per difenderla in ogni modo, in ogni possibile sede.”
Mario Assanti, Presidente Ora Noi APS, Referente CONFAD per la Sardegna.
Alessandro Chiarini, Presidente CONFAD APS ETS.










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