studenti caregiver

Consigliera Della Casa: "Prendersi cura di una madre o un padre disabili o malati può portare all'abbandono degli studi"

La Regione Lazio ha firmato di recente un’intesa volta a garantire il benessere e l’inclusione degli studenti caregiver residenti nella Regione. L’intesa è stata conclusa con il Comitato regionale di coordinamento delle Università del Lazio (CRUL) e con l’Ufficio scolastico regionale del Lazio. Sul punto è intervenuta la Consigliera regionale Roberta della Casa: “prendersi cura di una madre o di un padre disabili o malati, accompagnarli a fare le terapie, occuparsi della casa, fare la spesa, all’occorrenza lavorare per sostenere i propri studi, sono dinamiche che possono togliere tempo allo studio fino al punto, in alcuni casi, di indurre i giovani ad interrompere percorsi universitari che in condizioni normali avrebbero portato a termine. Ed è proprio per evitare tali condizioni di disagio che è intervenuta la legge sui caregiver del 2024 e, di conseguenza, l’intesa che prevede misure concrete a supporto degli studenti caregiver”.

UNA LEGGE REGIONALE MOLTO PREZIOSA

Tra le Regioni che hanno riconosciuto la figura del caregiver familiare c’è infatti anche la Regione Lazio che, con Legge Regionale n. 5 dell'11 aprile 2024 , riconosce e promuove la cura familiare e la solidarietà come beni sociali in un’ottica di responsabilizzazione diffusa e di sviluppo di comunità.

La Regione tutela e sostiene il valore sociale ed economico dell’attività del caregiver familiare quale componente della rete di assistenza alla persona e del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali e sanitari regionali. Nell’ambito della propria programmazione sociale, sociosanitaria e sanitaria, prevede azioni dirette e forme di sostegno a supporto del caregiver familiare, come persona autonoma, titolare di diritti individuali propri, destinando allo stesso risorse aggiuntive rispetto a quelle previste per il sostegno alle persone con disabilità.

In particolare, l’articolo 10 della legge è dedicato ai giovani caregiver, ove per giovane caregiver si intende la persona di età compresa tra i 16 e i 28 anni, studenti delle scuole secondarie di secondo grado e delle università al fine di conciliare quanto più possibile l’attività di cura del familiare da assistere e lo studio. Tra le agevolazioni previste vi sono riduzioni delle rette universitarie, crediti formativi, flessibilità nell’orario scolastico, percorsi scolastici e formativi dedicati. Lo stesso articolo 10, ai commi 2 e 3, prevede la promozione di accordi da parte della Regione con il Comitato regionale di coordinamento delle Università del Lazio (CRUL) e con l’Ufficio scolastico regionale del Lazio.

NORMATIVA NAZIONALE: IL MANCATO RICONOSCIMENTO DEL CAREGIVER FAMILIARE

Nonostante l’indispensabile contributo sociale ed economico, il caregiver familiare – nel caso delle malattie rare le sfide assistenziali sono ancora più complesse – continua a operare in un contesto di totale invisibilità e mancati riconoscimenti normativi. 
La Legge 205/2017 ha rappresentato un primo passo verso una definizione giuridica della figura, ma al momento non esiste nulla in termini di tutele, sostegni e misure strutturali che possano garantire ruolo e diritti dei caregiver.

Inoltre, le conseguenze per chi si prende cura sono pesanti: disturbi psicologici, isolamento sociale, difficoltà lavorative, peggioramento delle condizioni economiche familiari e tendenza a trascurare la propria salute, concentrando ogni energia sulla persona da accudire spesso in totale solitudine. A ciò si aggiunge la frammentazione normativa nel Paese che aggrava la situazione: attualmente solo 13 Regioni hanno regolamentato questa figura, con l’Emilia-Romagna a fare da apripista con una legge varata nel 2014. Tra queste Regioni, come abbiamo visto c’è anche il Lazio. È evidente come sia necessario sviluppare politiche che prevedano misure concrete di conciliazione vita-lavoro, supporto psicologico, informazione, formazione specifica, riconoscimento delle competenze e interventi economici tra cui contributi pensionistici, detrazioni spese, sostegni domiciliari, percorsi condivisi in cui il caregiver è uno dei soggetti che, a pieno titolo, discute insieme agli altri professionisti in merito alla costruzione del progetto di vita della persona assistita.

 

 

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