È la 19esima in Italia, l’unica dell’Isola. Direttore scientifico il prof. Carlo Carcassi

A febbraio il dott. Marino Argiolas, direttore della Banca del Sangue Cordonale della Sardegna, lo aveva anticipato ad Osservatorio Malattie Rare, la messa in funzione effettiva della nuova biobanca, la 19esima in Italia e unica in Sardegna era ormai questione di pochi mesi. Ora è arrivata la notizia a lungo attesa, da oggi anche le donne che partoriscono in Sardegna possono scegliere di donare il sangue del cordone ombelicale alla rete italiana delle banche pubbliche, senza alcuna spesa e dunque senza dover ricorrere più all’alternativa, scientificamente assai discussa, di conservare le preziosi staminali ad uso autologo presso biobanche privare all’estero, e dietro cospicuo pagamento. Fino ad oggi le donne sarde non avevano avuto altra scelta perché nell’isola non c’era una biobanca del sangue cordonale ed appoggiarsi a quelle delle altre regioni era davvero complicato per le strutture dell’Isola. Solo lo scorso anni, infatti, 121 coppie erano ricorse alla conservazione estera a pagamento. Ora invece la biobanca è una realtà funzionante e potranno avvalersene tutte le donne indipendentemente da dove verrà alla luce il bimbo. La sede centrale delle biobanca sarà infatti al Binaghi di Cagliari – anche se a gestirla sarà l’Azienda Ospedaliera ad alta specializzazione G. Brotzu - ma ormai la maggior parte dei punti nascita pubblici e provati dell’Isola ha aderito alla rete di raccolta. Quelle che non hanno ancora aderito si conta che lo facciano in tempi brevi. La soddisfazione per questo risultato è stata davvero grande e, se i sardi si confermeranno grandi donatori – come già fanno con il sangue e il midollo osseo – potrebbe riservare grandi numeri di adesione.

Direttore scientifico è  il prof Carlo Carcassi, uno dei grandi sostenitori della nascita di questa 19esima biobanca del sangue cordonale. “L'evento è importante – ha commentato – soprattutto per la nostra isola colpita duramente da molte delle malattie che le staminali promettono di curare, come ad esempio la talassemia. Sono sicuro che ci distingueremo anche nella donazione del cordone ombelicale”. 
“Finalmente – ha detto l'assessore alla Sanità Simona De Francisci  - la Sardegna si allinea con altre realtà nazionali e internazionali, con una banca che già possiede elevati standard di qualità di riferimento e che consentirà a tante donne e coppie sarde di poter donare in sicurezza, come avviene in altre regioni d’Italia”.     


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