Molti pazienti che assumono farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) per il trattamento del virus dell'epatite C (HCV) sono a rischio di interazioni clinicamente significative tra farmaci (quelle che gli americani chiamano drug-drug interaction o DDI). E’ quanto mostrato da un recente articolo apparso su Clinical Infectious Diseases.
Con l'approvazione dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) la gestione delle interazioni farmaco-farmaco (DDI) è diventata una sfida importante, come il trattamento dell'epatite C.

Ad oggi, il potenziale di causare DDI per i DAA recentemente approvati non è stata studiata in modo sistematico.
In questo studio i ricercatori hanno valutato il significato clinico delle eventuali interazioni tra terapie ambulatoriali normali e DAA in un'ampia coorte nel mondo reale.

“Queste interazioni hanno il potenziale di causare fallimento del trattamento, che è particolarmente problematico dato che non è ancora chiaro come trattare i pazienti che falliscono il trattamento con DAA” ha precisato il dr. Heiner Wedemeyer dell’ Hannover Medical School in Germania, uno degli autori dello studio.

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