Il manuale “Screening della vista e dell’udito per bambini in età scolare” rilancia l’urgenza di diagnosi precoci e percorsi strutturati
La sordità è un problema che spesso rimane sotto la superficie, invisibile fino a quando non compromette il linguaggio, l’apprendimento o la partecipazione sociale. La metafora dell’iceberg scelta da SIOeChCF e SIAF per la Giornata nazionale della sordità di oggi, 3 marzo, descrive bene una condizione che riguarda oltre 13 milioni di italiani e più di 1,5 miliardi di persone nel mondo. Come ricorda l’OMS, i disturbi uditivi non trattati “hanno un impatto significativo sulla vita delle persone colpite e delle loro famiglie”, soprattutto quando insorgono nell’infanzia.
LA GIORNATA NAZIONALE SIO–SIAF: RIPORTARE LA SORDITÀ AL CENTRO DELL’ATTENZIONE
Promossa dalla Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCF) e dalla Società Italiana di Audiologia e Foniatria (SIAF), la Giornata nazionale di sensibilizzazione sulle malattie dell’orecchio e i disturbi uditivi coinvolge reparti ospedalieri, università, ambulatori del SSN e associazioni di pazienti, ma anche tutta la popolazione potenzialmente interessata.
La ricorrenza del 3 marzo, che si svolge in concomitanza con la Giornata mondiale dell’udito, offre quest’anno un’occasione particolarmente rilevante per approfondire il nuovo manuale OMS dedicato allo screening sensoriale in età scolare, uno strumento operativo che definisce come individuare precocemente i problemi di udito e vista nei bambini.
“SCREENING DELLA VISTA E DELL’UDITO PER BAMBINI IN ETÀ SCOLARE”: CONTENUTI E INDICAZIONI OPERATIVE
Il documento OMS, la cui versione italiana è stata curata dal prof. Domenico Cuda, presidente SIAF, è una guida dettagliata che definisce come deve essere costruito un programma di screening della vista e dell’udito in età scolare. Non è un testo teorico: è un manuale che descrive procedure, condizioni ambientali, strumenti, criteri di invio e modalità di follow-up. L’obiettivo è garantire che ogni bambino venga intercettato precocemente e accompagnato in un percorso diagnostico completo.
Perché lo screening deve essere ripetuto nel tempo
Vista e udito non sono funzioni statiche. Molti bambini sviluppano perdite uditive progressive o conseguenze di otiti medie ricorrenti, condizioni che non emergono alla nascita. L’OMS lo afferma con chiarezza: “L’identificazione precoce, la diagnosi e gli interventi per i disturbi sensoriali nei bambini sono fondamentali – si legge nel documento – per evitare impatti a lungo termine sul linguaggio, sull’apprendimento, sulla cognizione e sul rendimento scolastico”. Per questo lo screening deve essere periodico e non limitato ai primi mesi di vita.
Come si organizza un percorso di screening
Il manuale dedica ampio spazio alla sequenza operativa. Prima della giornata di screening è necessario informare le famiglie, raccogliere i consensi, predisporre gli spazi e verificare le attrezzature. Durante lo screening, l’ambiente deve rispettare condizioni precise, soprattutto per l’udito, dove il rumore di fondo può compromettere l’affidabilità dei risultati. È fondamentale gestire i flussi dei bambini, garantire privacy e registrare correttamente ogni dato. Dopo lo screening, i risultati devono essere comunicati ai genitori e ogni bambino che non supera il test deve essere indirizzato a un percorso diagnostico già definito.
Le procedure per lo screening dell’udito
La parte dedicata all’udito è particolarmente dettagliata. Il manuale descrive le caratteristiche dell’ambiente ideale, gli strumenti utilizzabili – dagli audiometri tradizionali ai dispositivi digitali su tablet o smartphone, purché validati – e la procedura per testare le diverse frequenze. Accanto al test audiometrico, l’OMS include l’esame dell’orecchio, con indicazioni su come riconoscere cerume occludente, perforazioni timpaniche o segni di otite media, una delle cause più comuni e prevenibili di perdita uditiva nei bambini.
Quando inviare un bambino allo specialista
Uno dei capitoli più rilevanti è quello dedicato ai criteri di invio. Il manuale chiarisce quando un bambino deve essere indirizzato allo specialista e insiste su un punto fondamentale: il percorso di cura deve essere definito prima di iniziare lo screening. Individuare un possibile problema non basta; bisogna garantire che il bambino venga effettivamente valutato e seguito.
Per questo l’OMS dedica spazio anche al follow-up, spiegando come evitare che i bambini “si perdano” tra un invio e l’altro e suggerendo strumenti per monitorare ogni passaggio.
Monitorare per migliorare
Il manuale affronta anche il tema del monitoraggio dei programmi di screening. Un intervento è efficace solo se produce dati affidabili: quanti bambini sono stati testati, quanti sono stati inviati allo specialista, quanti hanno completato la valutazione, quali diagnosi sono state formulate. Senza questo livello di controllo, lo screening rischia di diventare un esercizio formale, privo di reale impatto sulla salute dei bambini.
Il ruolo della scuola e della comunità
L’OMS riconosce che insegnanti, famiglie e comunità svolgono un ruolo fondamentale nel riconoscere i segnali precoci di un problema uditivo o visivo e nel proteggere i bambini dall’esposizione a suoni intensi. Per questo il manuale include materiali informativi, schede educative e strumenti di comunicazione pensati per essere utilizzati nelle scuole e nei contesti comunitari.
Gli allegati operativi: un valore aggiunto concreto
Il documento si chiude con una serie di allegati operativi – moduli di consenso, schede di screening, tabelle visive, liste di controllo – che rendono il manuale immediatamente utilizzabile. È un pacchetto completo, pensato per essere adottato e adattato ai diversi contesti nazionali.
“Sono sicuro – ha commentato il prof. Domenico Cuda – che con il tempo questo manuale operativo contribuirà a sensibilizzare il mondo della scuola, le famiglie e le istituzioni sanitarie su un tema centrale per lo sviluppo dei nostri ragazzi, quello della salute degli organi di senso. L'auspicio è che progressivamente si diffondano stabili strategie di screening in grado di intercettare precocemente patologie rilevanti e di avviarle verso percorsi strutturati ed efficaci. Ma il manuale prevede anche l’integrazione di momenti di educazione sanitaria rivolti agli studenti e alle loro famiglie: un’occasione fondamentale per promuovere comportamenti corretti a tutela dell’udito e della vista e per consolidare una maggiore consapevolezza sull’importanza della sensorialità nell’età evolutiva e lungo tutto l’arco della vita. Rafforzare prevenzione, informazione e partecipazione attiva della comunità scolastica – conclude il presidente SIAF – significa contribuire in modo concreto alla crescita armonica dei bambini, riducendo il rischio di danni evitabili che possono ripercuotersi sfavorevolmente sul linguaggio, sull’apprendimento e sul loro benessere complessivo”.
LE SORDITÀ RARE: QUANDO UN “PROBLEMA NASCOSTO” È ANCORA PIÙ INVISIBILE
Accanto alle forme più comuni, esistono sordità legate a malattie rare, spesso genetiche o sindromiche, che possono manifestarsi alla nascita o emergere progressivamente. In questi casi, la diagnosi è complessa e richiede centri esperti, percorsi multidisciplinari e un attento follow-up audiologico.
Molte di queste condizioni rientrano pienamente nelle criticità evidenziate dall’OMS: la perdita uditiva può essere il primo segnale di una patologia più ampia, e la diagnosi tardiva compromette lo sviluppo del linguaggio e l’inclusione scolastica. Per queste famiglie, programmi di screening ben strutturati rappresentano un’opportunità fondamentale per intercettare precocemente il problema.
PREVENZIONE E RESPONSABILITÀ COLLETTIVA
Proteggere l’udito significa ridurre l’esposizione a suoni intensi, riconoscere i segnali precoci, favorire l’accesso agli screening e sostenere chi vive con una perdita uditiva. La Giornata del 3 marzo invita a considerare la sordità non come un destino inevitabile, ma come una condizione che può essere prevenuta, diagnosticata e trattata.
La pubblicazione del manuale OMS e l’impegno delle società scientifiche italiane convergono su un messaggio comune: investire nella prevenzione e nella diagnosi precoce è essenziale per garantire ai bambini e agli adulti con disturbi uditivi le migliori opportunità di sviluppo, salute e partecipazione sociale.










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