Per chi è affetto da Linfoma Follicolare ed abbia già mostrato una risposta all’uso del rituximab, un anticorpo monoclonale classificato come farmaco orfano e prodotto da Roche, potrà proseguire con questo farmaco la terapia di mantenimento. Lo ha stabilito la commissione europea basandosi sui dati dello studio multicentrico internazionale PRIMA svolto su 1.217 pazienti con linfoma follicolare avanzato non trattati in precedenza e sponsorizzato dal GELA (Group d'Etudes de Lymphomes de L'Adulte), un gruppo cooperativo dedicato alla ricerca sui linfomi. Il linfoma follicolare è una neoplasia di tipo non-Hodgkin che origina dalle cellule B dei centri germinativi dei linfonodi che si presenta più frequentemente negli anziani ma è molto raro tra i bambini. In genere la sopravvivenza è di 8 – 10 anni dalla comparsa della malattia. Il trial ha valutato efficacia e sicurezza di rituximab in mantenimento nei soggetti che hanno risposto a una terapia iniziale a base di rituximab in associazione alla chemioterapia.
Alla fine dello studio, durato due anni, l'82%dei soggetti trattati con rituximab in mantenimento è rimasto in remissione contro il 66% di quelli sottoposti alla sola osservazione.

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