Herbert Valensise

Il prof. Herbert Valensise (Roma): “L’importante è seguire la paziente in maniera accurata, sia dal punto di vista clinico che psicologico”

In passato, ossia fino alle fine degli anni Novanta, alle donne affette da sclerosi multipla (SM), una malattia neurodegenerativa che coinvolge il sistema nervoso centrale, non veniva consigliato di pianificare una maternità. Fortunatamente, nel corso del tempo, questa prospettiva si è notevolmente modificata: oggi, per le pazienti con SM avere un figlio è possibile. “Anzi, la gravidanza costituisce spesso un periodo di serenità dal punto di vista della manifestazione dei sintomi della malattia”, spiega Herbert Valensise, professore di Ostetricia e Ginecologia dell’Università “Tor Vergata” di Roma.

La gravidanza, infatti, è un momento in cui il corpo della donna con sclerosi multipla, grazie a un grande stravolgimento ormonale dettato dalla presenza del feto, vive generalmente un periodo di maggior benessere”, prosegue il prof. Valensise. “Durante la gravidanza il sistema immunitario, data la necessità di convivenza con un nuovo organismo, cerca di adattarsi e diventa così meno aggressivo; essendo la SM una patologia di origine autoimmune, è quindi molto probabile che la malattia entri in una fase di quiescenza durante i mesi della gestazione. Avere la sclerosi multipla, quindi, non comporta di per sé una gravidanza a rischio. L’importante è seguire la paziente in maniera accurata, per donare a lei e al partner la necessaria tranquillità psicologica. Un’interazione costante con gli specialisti neurologi e un accurato follow up clinico ed ecografico, dal punto di vista ginecologico, sono infatti in grado di garantire una gravidanza del tutto simile a quella delle altre donne”.

Spesso, però, le pazienti con sclerosi multipla sono timorose circa i possibili effetti sul feto dei farmaci che normalmente si assumono per tenere a bada la malattia. “Anche in questo caso, il messaggio è tranquillizzante”, sottolinea Valensise. “Già prima del concepimento, infatti, è possibile modificare la terapia se ritenuta potenzialmente dannosa per il nascituro. Ed è possibile, inoltre, escludere dalle cure quei medicinali che possono avere un potenziale impatto sulla fertilità”.

Un altro timore che le donne affette da sclerosi multipla manifestano frequentemente è quello legato al parto. “Anche da questo punto di vista, non ci sono particolari problemi”, spiega Valensise. “Tutte le forme di anestesia sono considerate sicure per le donne con sclerosi multipla in fase di travaglio. Anche l’allattamento non determina un aumento del rischio di recidiva della malattia, né costituisce un motivo di preoccupazione per una progressione della disabilità. Tuttavia, dato che alcuni farmaci possono essere presenti nel latte materno, è bene valutare la tipologia delle cure anche in questa fase, perché determinate terapie non sono ad oggi compatibili con l’allattamento”.

E il post partum? Ci sono problemi specifici legati a questa fase così delicata? “Esiste, effettivamente, un rischio reale di recidiva della sclerosi multipla nei primi 3-6 mesi dopo il parto: da 2 a 4 pazienti su 10 hanno una ricaduta nei tre mesi successivi al parto”, chiarisce il prof. Valensise. “Si ipotizza che ciò possa dipendere dalle fluttuazioni ormonali tipiche dell’immediato post partum e del puerperio, capaci di influenzare anche le reazioni del sistema immunitario. Dagli studi scientifici con lungo periodo di follow-up, condotti nelle donne con sclerosi multipla che hanno avuto figli, non è però emerso un aumento della disabilità collegato alla gravidanza. Anche da questo punto di vista, quindi – conclude Valensise – il post partum costituisce sì una fase delicata, ma che è possibile gestire con un buon lavoro di equipe e una costante collaborazione interdisciplinare tra neurologi, ginecologi e psicologi; resta infatti fondamentale il costante sostegno psicologico”.

Dell'argomento si parlerà durante il webinar dal titolo “Gravidanza e sclerosi multipla: ieri, oggi e domani”, che si terrà il 28 maggio 2021 dalle ore 17:00 alle 18.30. È possibile seguire l'evento in diretta dalla pagina Facebook di OMaR.

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