It's About Time

Con l'hashtag #ItsAboutTime si rinnova la campagna di sensibilizzazione promossa dalle associazioni di pazienti. Oggi, alle 19:00, un evento in live streaming su Facebook

Milano - Per i malati di tumore al pancreas il concetto di tempo è fondamentale perché una diagnosi precoce può salvare la vita: riconoscere i campanelli di allarme e i fattori di rischio può aiutare a diagnosticare tempestivamente questa patologia e renderla operabile. È per questo motivo che, anche quest’anno, l’hashtag che caratterizza la campagna promossa dalla World Pancreatic Cancer Coalition per informare l’opinione pubblica e sensibilizzare le istituzioni sul tumore al pancreas è #ItsAboutTime. Oggi più che mai è urgente acquisire consapevolezza sulla gravità di questa patologia, anche in considerazione di quanto accaduto in questi ultimi due anni a causa dell’emergenza sanitaria che ha coinvolto il mondo intero: la pandemia di COVID-19, infatti, ha portato ad apprezzare il tempo in modo diverso.

Il tumore al pancreas è attualmente la terza causa di morte oncologica e si avvia a diventare la seconda. Nel 2021, in Italia sono stimati circa 12.900 decessi, un numero che purtroppo è destinato ad aumentare. Gli investimenti in ricerca però non tengono il passo con questi numeri: meno del 2% di tutti i finanziamenti per la ricerca sul cancro in Europa sono destinati a questa tipologia di tumore.

Intercettare il tumore al pancreas nella sua fase iniziale è fondamentale. Per oltre la metà dei pazienti, infatti, la diagnosi arriva tardivamente perché spesso la malattia si presenta in forma asintomatica oppure perché i sintomi non sono facilmente riconducibili alla malattia. Per questo, spesso, al momento della diagnosi il quadro clinico è già fortemente compromesso.

La chemioterapia è oggi, insieme alla chirurgia, la più importante arma a disposizione contro il tumore al pancreas. Quest’ultima in particolare può essere molto utile, ma anche molto dannosa, se l’ospedale non è adeguato. Il rischio più grave, infatti, è proprio la mortalità operatoria che varia da centro a centro, passando da percentuali che vanno dal 2% fino a toccare punte del 25%.

Per far fronte a tutto questo, le associazioni che promuovono la campagna #ItsAboutTimeFondazione Nadia Valsecchi, Oltre la Ricerca ODV, Codice Viola, Nastro Viola, Associazione Pierluigi Natalucci Insieme per l’Arte e la Scienza, My Everest, AISP (Associazione Italiana Studio Pancreas) – hanno deciso di fare fronte comune e anche quest’anno, nel mese di novembre (mese dedicato alla lotta contro questo tumore), hanno avviato una serie di iniziative volte ad accendere i riflettori su una patologia molto aggressiva e ancora troppo poco conosciuta lanciando un messaggio importante: è necessaria una svolta affinché una diagnosi di tumore al pancreas non rappresenti più una condanna.

Il 18 novembre si celebra la Giornata Mondiale della lotta contro il Tumore al Pancreas, istituita nel 2014 con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su questa patologia ancora poco conosciuta. #ItsAboutTime è una campagna che agisce su più fronti: è arrivato il momento di conoscere i sintomi ed i fattori di rischio della malattia, è arrivato il momento di coinvolgere le istituzioni per migliorare le condizioni dei pazienti, è arrivato il momento di ottenere più fondi per la ricerca scientifica.

Alcuni numeri sul tumore al pancreas

Secondo il rapporto dell’Associazione Italiana Registri Tumori del 2021, 14.300 circa sono le diagnosi all’anno, in Italia, di tumore al pancreas. Il rapporto sottolinea inoltre che le diagnosi sono in aumento: +3,0% per gli uomini e +3,4% per le donne, in particolare nelle fasce di età ≥70 anni. Analizzando i dati complessivi dal 2015 ad oggi emerge che l’andamento del tasso di mortalità per malattie neoplastiche come cancro al polmone, stomaco o mammella è decrescente. Per quanto riguarda il pancreas, invece, i numeri cambiano di poco, a dimostrazione del fatto che, per mancanza di fondi, la ricerca per la cura di questo tumore non può che andare a rilento.

Istituire le Pancreas Unit: non si può più rimandare

La pandemia ha avuto un effetto devastante per i malati di tumore al pancreas: in un quadro già critico si è inserita a gamba tesa un’emergenza sanitaria che ha portato a diagnosi tardive, a interventi rimandati e ad una generale diffidenza a farsi visitare negli ospedali o nelle cliniche. È per questo che da tempo le associazioni italiane dei pazienti affetti da tumore al pancreas chiedono a gran voce l’istituzione delle Pancreas Unit, centri selezionati per qualità delle cure e per numero di pazienti trattati che possano garantire un team multidisciplinare adeguato e competente per la cura composto da chirurghi, oncologi, endoscopisti, radiologi, radioterapisti, gastroenterologi, patologi, nutrizionisti, psico-oncologi, palliativisti, diabetologi.

Nel 2014, per la cura del tumore della mammella, la Conferenza Stato-Regioni istituì le Breast Unit, definendo criteri minimi di qualità, in assenza dei quali i centri non sono autorizzati a erogare le cure. Sulla base di quel caso di successo, la richiesta delle associazioni è che in ogni regione siano istituite le Pancreas Unit, per consentire ai pazienti di tutto il territorio nazionale di ricevere un equo accesso alle cure: non avere un punto di riferimento a portata di mano rappresenta un costo alto per i cittadini oltre a una disparità nella qualità del trattamento. Sulla scia dell’esperienza della Regione Lombardia, che nel giugno 2020 ha deliberato la creazione delle Pancreas Unit e proprio in questi giorni ha elaborato una prima proposta preliminare dei criteri di accreditamento basati sulle performance complessive dei centri, le associazioni hanno scritto una lettera aperta agli assessori regionali di tutta Italia chiedendo a gran voce l’istituzione delle Pancreas Unit.

Evento in live streaming

Oggi, 18 novembre, alle ore 19:00 si terrà un evento in live streaming organizzato dalle associazioni di pazienti, a cui sarà possibile accedere attraverso la pagina Facebook “Giornata Mondiale Tumore al Pancreas”. In questo incontro i pazienti racconteranno le loro esperienze e le loro problematiche durante il percorso di cura.

Il tumore al pancreas

Il cancro del pancreas, pur essendo raro, (rappresenta circa il 3% dei tumori maligni in Italia) costituisce la terza causa di morte per tumore perché, nonostante il miglioramento delle cure, è ancora difficile guarire. Per oltre la metà dei pazienti la diagnosi avviene tardivamente, quando la malattia è in stadio metastatico.

I sintomi
Dolore nella parte superiore dell’addome: un dolore profondo nella parte superiore dell’addome, dove solitamente viene indicato lo stomaco (che è posto davanti al pancreas), potrebbe essere causato da un tumore pancreatico che spinge o invade nervi o organi vicini al pancreas.
Dolore in mezzo alla schiena. Il dolore nella parte centrale della schiena potrebbe essere causato da un tumore pancreatico. Essendo il pancreas un organo molto profondo, appena anteriore alla colonna vertebrale, il dolore che causa spesso si propaga posteriormente, alla schiena.
Colorazione gialla della pelle e degli occhi (ittero) o prurito, causati da un eccesso di bilirubina (un componente della bile) nel sangue. L’ittero può anche provocare prurito della pelle, urine anormalmente scure e feci chiare o color argilla.
Una perdita di peso inspiegabile può essere un sintomo precoce e può verificarsi senza alcun dolore o apparente cambiamento nella digestione.
Cambiamento nelle abitudini intestinali. Molti pazienti con tumore al pancreas sperimentano diarrea, costipazione o entrambi. La diarrea costituita da feci molli, acquose, oleose o maleodoranti può essere causata da una quantità insufficiente di enzimi pancreatici nell’intestino.
Perdita di appetito. Il tumore al pancreas può diminuire l’appetito o modificare il gusto del cibo.
Difficoltà digestive: possono includere nausea, vomito, diarrea. È comune che il tumore del pancreas causi problemi digestivi perché il pancreas ha un ruolo fondamentale nella digestione dei cibi e nell’assorbimento delle sostanze nutritive. I sintomi possono includere anche: sensazione di sazietà quando si mangia, gonfiore, flatulenza.
Diabete. Diabete di nuova insorgenza e uno scarso controllo dei valori della glicemia in pazienti già diabetici in terapia.

I fattori di rischio
Mutazioni genetiche ereditarie. Fra le mutazioni più note ricordiamo: mutazione di BRCA, fibrosi cistica, poliposi adenomatosa familiare, melanoma multiplo atipico familiare, sindrome di Lynch, pancreatite ereditaria, mutazione di PALB2 e sindrome di Peutz-Jeghers.
Storia familiare di tumore al pancreas. Se una persona ha due o più parenti di primo grado (madre, padre, fratello o figlio) che hanno avuto un tumore al pancreas, o un parente di primo grado che ha sviluppato un tumore al pancreas prima dei 50 anni, potrebbe avere un rischio maggiore di sviluppare tumore al pancreas.
Storia familiare di altri tumori. Il rischio di tumore al pancreas aumenta se c’è una storia di tumore familiare dell’ovaio, della mammella o del colon, pancreatite ereditaria o melanoma familiare.
Diabete. Il tumore al pancreas è più probabile che si verifichi nelle persone che hanno un diabete di lunga data (più di 5 anni). Questo può anche essere un sintomo.
Pancreatite. La pancreatite cronica indica un aumento del rischio di sviluppare il tumore al pancreas. È ancora più alto negli individui con pancreatite ereditaria.
Fumo. Le persone che fumano hanno due volte più probabilità di sviluppare il tumore al pancreas rispetto ai non fumatori.
Obesità. Le persone obese hanno un rischio maggiore del 20% di sviluppare il tumore al pancreas rispetto alle persone di peso normale.
Età. La possibilità di sviluppare il tumore al pancreas aumenta con l’età. La maggior parte delle persone con diagnosi di tumore al pancreas ha più di 60 anni.
Dieta. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, una dieta ricca di carni rosse e lavorate può aumentare il rischio di sviluppare il tumore al pancreas. Una dieta ricca di frutta e verdura può ridurre il rischio.
Abuso di alcol. Alcune ricerche suggeriscono un legame tra l’abuso di alcol e il tumore al pancreas. Il rischio di sviluppare il tumore al pancreas è maggiore nelle persone che bevono più di tre bevande alcoliche al giorno.

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