Carcinoma cutaneo a cellule squamose

Le terapie immunologiche hanno dimostrato la loro efficacia nel consentire al sistema immunitario di distruggere le cellule cancerose

Milano – È il secondo tumore della pelle non melanomatoso per incidenza ma il primo per mortalità. Facilmente gestibile nelle forme precoci, diventa particolarmente difficile da trattare nelle forme avanzate, tanto da rappresentare una vera e propria sfida in termini terapeutici. È il carcinoma cutaneo a cellule squamose (CSCC), un tumore della pelle particolarmente aggressivo in fase avanzata o metastatica, con un notevole impatto sulla qualità di vita dei pazienti, una elevata morbidità e mortalità e una sopravvivenza media limitata, inferiore a 2 anni.

Pelle

Parte l’iniziativa di informazione e sensibilizzazione sul più aggressivo tumore della pelle e sulle cause che ne sono alla base

È il tumore della pelle più aggressivo che colpisce una popolazione mediamente giovane rispetto alla maggior parte delle altre neoplasie solide. Con un tasso di incidenza tra i più elevati (+3,4% per anno nella popolazione maschile e +2% per anno in quella femminile), si stima che nel 2018 ci siano stati 13.700 nuovi casi diagnosticati. Si tratta del melanoma, il tumore della pelle che può svilupparsi in seguito alla trasformazione di un nevo. Secondo le stime AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica), nel 2018 in Italia erano 155.000 (73.000 uomini e 82.000 donne) le persone con diagnosi di melanoma. Eppure sono ancora tanti gli aspetti da chiarire: quali sono le cause, come si combatte, che ruolo hanno le mutazioni genetiche nella progressione della malattia.

Luis Enrique

La piccola, di soli 9 anni, lottava da cinque mesi contro questo aggressivo tumore osseo

A meno di una settimana dalle commoventi immagini di Sinisa Mihajlovic, l’allenatore del Bologna che sabato scorso è tornato in panchina a dirigere la sua squadra, dopo quasi quaranta giorni di ricovero in ospedale per il trattamento di una grave forma di leucemia, il mondo del calcio, e non solo, è scosso dalla notizia della morte di Xana Enrique, figlia del famoso allenatore Louis, vincitore della Champions League con il Barcellona nella stagione 2014-2015. La piccola Xana, 9 anni, era affetta da un osteosarcoma, una delle più comuni forme di neoplasia dell’osso (si stima che rappresenti tra il 20 e il 50% dei sarcomi ossei). 

Foto di glioma

Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena

Roma - Il trattamento dei tumori cerebrali rappresenta una delle sfide più difficili in ambito oncologico. I gliomi sono tumori che originano dal sistema nervoso centrale e hanno in Italia una incidenza di 5-6 casi per 100.000 persone adulte per anno (dati AIOM 2018). Si tratta di neoplasie eterogenee e aggressive, per le quali esistono pochi spazi terapeutici, per cui ogni piccolo passo della ricerca clinica che ne migliori la prognosi è da considerarsi un risultato incoraggiante.

Ricerca scientifica

I fondi derivano dal Bando Giovani Ricercatori 2019 promosso dalla Fondazione Italiana Linfomi Onlus

La Fondazione Italiana Linfomi Onlus (FIL) promuove il Bando Giovani Ricercatori: 100.000 euro per finanziare un progetto di ricerca sui linfomi ideato e condotto da un giovane ricercatore sotto i quaranta anni. Il Bando, reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Giulia Maramotti e la Fondazione GRADE Onlus, ha lo scopo di sostenere le attività condotte da giovani ematologi incoraggiando la crescita dei gruppi di ricerca all’interno dei centri italiani FIL che si occupano di diagnosi e terapie del linfoma.

Adenocarcinoma

Uno studio dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena apre nuovi scenari per dei trattamenti selezionati in base alle specifiche caratteristiche molecolari del singolo tumore

Oggi la medicina di precisione è in grado di individuare “il corredo” molecolare del singolo tumore, valutare l’efficacia di un trattamento e scegliere in tempo reale la strategia terapeutica. In alcuni tumori del polmone, ad esempio, la chemioterapia di prima linea non ha gli effetti attesi, anzi risulta pressoché inefficace, ma grazie alle caratterizzazioni molecolari è possibile prevedere l’efficacia del trattamento e optare subito per altre terapie. In Italia sono attese oltre 40.000 nuove diagnosi di tumore del polmone ogni anno, di cui il 40% è rappresentato dagli adenocarcinomi (fonte AIOM).

Cellule tumorali

La molecola nanofenretinide è stata testata su una varietà di cellule tumorali tra cui colon, polmone, melanoma, sarcoma, mammella, ovaio e glioblastoma

Un nuovo farmaco antitumorale in grado di neutralizzare le cellule cancerogene è stato creato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Università Alma Mater di Bologna e l’Università Cattolica, e i risultati sono stati pubblicati pochi giorni fa sulla rivista Cell Death and Disease. Lo studio, reso possibile grazie ai finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), descrive una nuova formulazione del farmaco fenretinide, che in passato aveva mostrato un promettente effetto antitumorale in fase preclinica, ma che nell’uomo non aveva dato i risultati sperati a causa della sua scarsa biodisponibilità.

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