Professor Pietro Invernizzi

Il prof. Pietro Invernizzi: “I nostri dati preclinici fanno ben sperare che successivi studi nei pazienti potranno dimostrare l'efficacia di questa molecola”

Monza – Si apre uno spiraglio di speranza per un tumore raro ed estremamente aggressivo: il colangiocarcinoma intraepatico. I dati preclinici appena pubblicati da un gruppo di ricercatori italiani, spagnoli e statunitensi rafforzano infatti l'idea che una nuova molecola – il derazantinib – possa diventare una terapia efficace per questo tumore.

Fegato

La tematica è stata al centro dell’incontro “Colangiocarcinoma: da tumore raro a patologia trattabile”, tenutosi pochi giorni fa a Milano

Si chiamano tumori delle vie biliari e sono un gruppo di neoplasie del fegato che hanno in realtà origine a partire dai dotti biliari, i canali che trasportano la bile dal fegato all’intestino. Si distinguono in base alla loro sede d’insorgenza in colangiocarcinomi intraepatici, se si sviluppano all’interno del fegato; colangiocarcinomi perilari, all’ingresso dei dotti biliari nel fegato ed extraepatici se nascono dalle vie biliari extraepatiche. In totale sono circa 5.000 gli italiani che ogni anno ricevono una diagnosi di carcinoma delle vie biliari. In particolare il colangiorcarcinoma intraepatico (CCI) è il secondo tumore del fegato più frequente.

Sangue

La nascita del network vuole rispondere in modo più incisivo ai bisogni delle persone con tumori del sangue

A Roma inizia il suo percorso “F.A.V.O. Neoplasie Ematologiche”, il primo network nazionale che riunisce le associazioni di pazienti con tumori del sangue: una nuova ed importante realtà associativa che vuole rispondere ai bisogni delle persone che hanno ricevuto e riceveranno una diagnosi di neoplasia ematologica. “Si tratta di un network finalizzato a costituire una voce unica e più forte nel dialogo con le istituzioni”, spiega Davide Petruzzelli, Coordinatore FAVO Neoplasie Ematologiche e Presidente di La Lampada di Aladino Onlus. “Gli obiettivi sono molteplici, perché complessa è la realtà delle malattie oncologiche viste dagli occhi del paziente, e tanti ancora gli unmet needs delle persone affette da neoplasie ematologiche e dei loro familiari o caregivers”.

Approvazione

Il farmaco offre una nuova opzione in monoterapia per le donne con mutazione BRCA1/2 o con BRCA wild-type

L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato in questi giorni il rimborso del farmaco rucaparib, che sarà presto disponibile in Italia come opzione in monoterapia per il trattamento di mantenimento di donne adulte con recidiva platino sensibile di carcinoma ovarico epiteliale ad alto grado, delle tube di Falloppio o peritoneale primario, in risposta dopo chemioterapia a base di platino. Rucaparib è indicato per pazienti idonee indipendentemente dallo status di BRCA, ciò significa che può essere prescritto per donne con mutazione BRCA o con BRCA wild-type.

Approvazione

Le due molecole in associazione hanno dimostrato un significativo beneficio nella sopravvivenza libera da progressione

Darmastadt (GERMANIA) e New York (USA) – La Commissione Europea (CE) ha approvato l’impiego di avelumab più axitinib nel trattamento di prima linea dei pazienti adulti con carcinoma renale avanzato (RCC, Renal Cell Carcinoma). L'autorizzazione si basa sui risultati positivi di un’analisi ad interim dello studio di Fase III JAVELIN Renal 101, che ha coinvolto pazienti con RCC appartenenti a tutti i gruppi di rischio prognostico dell’International Metastatic Renal Cell Carcinoma Database Consortium (IMDC).

Farmaci

Il farmaco è stato valutato con procedura accelerata e ha ricevuto lo status orfano dall’Agenzia Europea per i Medicinali

Milano – La Commissione Europea (CE) ha approvato la terapia orale gilteritinib in monoterapia giornaliera per il trattamento di pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (LAM) recidivante o refrattaria (resistente al trattamento) con mutazione in FLT3 (FLT3mut +). Gilteritinib ha il potenziale per migliorare gli outcomes di trattamento per i pazienti con LAM con due delle più comuni forme di mutazione: FLT3 internal tandem (ITD) e FLT3 tirosin chinasi (TKD).

Grafica sul colangiocarcinoma

Entro la fine dell’anno è prevista la domanda di approvazione del farmaco negli Stati Uniti

Wilmington (USA) – Al Congresso 2019 della European Society for Medical Oncology (ESMO), sono stati presentati i positivi risultati dello studio clinico di Fase II FIGHT-202, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia del farmaco pemigatinib – un inibitore selettivo del recettore del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR, fibroblast growth factor receptor) – come terapia per i pazienti affetti da colangiocarcinoma in stadio localmente avanzato o metastatico già trattati in precedenza.

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