La letteratura medica ha spesso riportato la prognosi infausta del carcinoma midollare della tiroide con caratteristiche di ecografia sospetta. Per approfondire questo legame, uno studio italiano pubblicato sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research ha indagato l’associazione tra la presentazione preoperatoria dell’ecografia e l’aggressività del tumore. Inoltre, le caratteristiche dell’ecografia del carcinoma sono state confrontate con quelle precedentemente riportate. Il gruppo di studio comprendeva 134 casi di carcinoma midollare della tiroide da nove diversi centri.

Sulla base della presentazione dell’ecografia, i noduli sono stati stratificati come lesioni “a rischio di malignità” (m-MTC) o “probabilmente benigni” (b-MTC). Sono stati trovati 89 m-MTC (66,4%) e 45 b-MTC (33,6%); i linfonodi metastatici e l’invasività extratiroidea erano più frequenti in m-MTC.

Vi era inoltre una correlazione statisticamente significativa fra i tumori in una fase avanzata della classificazione TNM e le lesioni “a rischio di malignità”. Lo studio ha quindi dimostrato che il carcinoma midollare della tiroide ecograficamente sospetto è frequentemente associato con caratteristiche di aggressività, suggerendo che un’attenta ecografia preoperatoria dei pazienti possa pianificare meglio il loro approccio chirurgico.

Il carcinoma midollare della tiroide ha origine dalle cellule tiroidee C e rappresenta circa il 5% dei tumori maligni della tiroide. Può verificarsi come tumore sporadico (circa l’80% dei casi) o come parte di un disordine familiare. La diagnosi rappresenta una sfida nella pratica clinica. L’esame citologico lo può diagnosticare nella sua presentazione classica, e il tasso di rilevamento, in una recente analisi, è stato riportato al 56%. La misurazione di routine della calcitonina sierica è ancora oggetto di dibattito e l’ecografia non raggiunge alti tassi di affidabilità.

A causa di queste limitazioni, molti tumori sono ancora scoperti incidentalmente dopo l’asportazione della tiroide, con il rischio di un approccio terapeutico incompleto e quindi di una prognosi peggiore. Per questo la diagnosi prima dell’intervento è di grande importanza: consente di esaminare altre malattie potenzialmente associate a forme ereditarie di carcinoma midollare della tiroide e aumenta la possibilità di ottenere una cura chirurgica completa.

 

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