Il termine porfiria definisce un eterogeneo gruppo di malattie metaboliche rare dovute ad un deficit di uno degli enzimi della biosintesi dell'eme (o gruppo eme), un complesso chimico membro di una famiglia di composti chiamati porfirine. Tali deficit provocano un accumulo dannoso di porfirine, e di loro precursori, nel fegato e nel midollo osseo. Le porfirie vengono essenzialmente classificate in epatiche o eritropoietiche, a seconda della locazione principale dell'anomalia metabolica sottostante. Si tratta di condizioni che sono caratterizzate da sintomi neurologici (attacchi neuroviscerali), da lesioni cutanee dovute a fotosensibilità o dalla combinazione di questi due tipi di manifestazioni.

Il codice di esenzione della porfiria è RCG110 (afferisce al gruppo "Difetti congeniti del metabolismo delle porfirine e dell'eme").

La sezione Porfiria è realizzata grazie al contributo non condizionante di Alnylam.

Alnylam

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Il farmaco di Alnylam, basato su RNAi, entrerà a breve nella Fase III di sviluppo

Cambridge (USA) – Alnylam Pharmaceuticals, azienda leader nel settore delle terapie basate su RNAi (RNA interference), ha ottenuto dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti la designazione di 'terapia fortemente innovativa' (Breakthrough Therapy) per givosiran (ALN-AS1), terapia RNAi in via di sperimentazione per la profilassi degli attacchi in soggetti affetti da porfiria epatica acuta (AHP). Tale designazione viene concessa dalla FDA per accelerare lo sviluppo e la revisione di nuovi farmaci in grado di trattare malattie molto gravi o mortali, nei casi in cui dagli studi clinici emergano dati preliminari a sostegno di evidenti benefici derivanti dall'impiego della nuova molecola rispetto alle terapie disponibili.

La molecola sperimentale di Alnylam, che si basa sul meccanismo dell'RNA interference, andrà incontro ad una valutazione accelerata: l'obiettivo è arrivare alla fase III nel 2017

CAMBRIDGE (U.S.A.) – L'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha concesso al farmaco sperimentale givosiran (ALN-AS1), che ha mostrato promettenti risultati nello studio di Fase I, l'accesso al proprio programma per i medicinali prioritari (PRIME). Il farmaco in sperimentazione per il trattamento delle porfirie acute epatiche è un RNAi terapeutico che colpisce l'acido aminolevulinico sintasi 1 (ALAS1). L'ha annunciato ieri Alnylam Pharmaceuticals, azienda leader nell'RNA interference (RNAi) terapeutica. Lo scopo dell'iniziativa PRIME è quello di rendere disponibili più velocemente possibile i trattamenti ai pazienti, migliorando il sostegno dell'EMA per lo sviluppo di farmaci per le malattie in cui vi è un bisogno medico non soddisfatto e dove i primi dati clinici mostrano un potenziale beneficio per i pazienti.

Gli altri centri che erogano il farmaco sono il policlinico Ca’ Granda di Milano e il Policlinico Universitario di Padova. I pazienti: ‘farmaco fondamentale per una vita normale’

I pazienti affetti da protoporfiria eritropoietica (EPP) possono tornare a sperare. L'Istituto “San Gallicano” di Roma ha infatti garantito la distribuzione a tutti dell'unico farmaco oggi esistente per il trattamento di questa rara patologia, il farmaco afamelanotide (Scenesse®). I malati italiani potranno quindi rivolgersi all'azienda capitolina ed assicurarsi così una buona qualità della vita. Un servizio che non era affatto scontato. L'azienda produttrice della molecola, l'australiana Clinuvel, ha infatti ingaggiato un lungo braccio di ferro con l'Agenzia italiana del farmaco: confronto volto ad ottenere un prezzo tre volte più alto di quello richiesto sino a qualche mese fa. E non è detto che l'anno prossimo non possa essere richiesta una maggiorazione ulteriore. Uno scontro che ha finito per compromettere l'erogazione del farmaco su tutto il territorio nazionale e che si è concluso – almeno per il momento – con l'inserimento del prodotto in Fascia C.

Roma - “AIFA si impegna a fare il possibile per garantire ai pazienti affetti da questa patologia rara la disponibilità in tempi brevi del farmaco. Assistiamo a un comportamento ostruzionistico incomprensibile da parte dell’Azienda, che non intende più rispettare il prezzo stabilito per l’erogazione ai sensi della Legge n. 648, pretendendo un prezzo da tre a quattro volte superiore. Ciò sta producendo una disomogeneità d’accesso a livello regionale che non può essere accettata, perché tutti pazienti hanno gli stessi diritti”. Questa la dichiarazione di Mario Melazzini, presidente di AIFA.

In base ai risultati provenienti da due recenti studi clinici, la terapia a base di afamelanotide, un composto sintetico analogo all'ormone stimolante dell'alfa-melanocita, sembra essere in grado di diminuire il dolore causato dall'esposizione alla luce solare nei pazienti affetti dalla rara fotodermatosi conosciuta col nome di protoporfiria eritropoietica (EPP). I dati ricavati dai due studi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine.

Le prove cliniche hanno dimostrato la validità del prodotto messo a punto da Clinuvel

L'Agenzia europea per i medicinali ha dato il via libera a un medicinale a base di afamelanotide per la prevenzione della fototossicità negli adulti affetti da protoporfiria eritropoietica (Epp), una malattia rara di tipo genetico che causa intolleranza alla luce del sole. Si tratta del primo prodotto studiato per questa categoria di pazienti. Nei malati, l'esposizione anche breve della pelle alla luce solare provoca dolore acuto; se prolungata può insorgere dolore invalidante, spesso seguito da arrossamento e gonfiore dell'epidermide.

E’ recente la notizia che il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha rilasciato parere favorevole per l’uso di afamelanotide nei pazienti affetti da protoporfiria eritropoietica (EPP). La protoporfiria eritropoietica è una rara forma di fotosensibilità in cui si verifica l’accumulo di una particolare porfirina chiamata protoporfirina che viene prodotta in eccesso dal midollo osseo. La protoporfirina si accumula nel corpo, particolarmente nei globuli rossi, nel fegato e nella pelle che diventa sensibile alla luce.

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