Il Senato approva legge sull'oblio oncologico

D’ora in poi i pazienti guariti dal cancro non dovranno più dare informazioni né subire indagini sulla loro pregressa patologia

Roma – L’oblio oncologico è legge. Il 6 dicembre, il Senato ha approvato all’unanimità, con 139 voti, il DDL, già approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso luglio. Per diritto all’oblio oncologico, viene precisato all’articolo 1 del DDL, si intende il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione patologica.

“È una legge di civiltà”, commenta Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo di Associazioni dei pazienti oncologici e oncoematologici “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”. “Da oggi l’Italia è un Paese più civile e il cancro non è più considerato uno stigma sociale. L’Italia, come altri Paesi europei, fa un passo avanti e considera un ex malato di tumore, che abbia superato ogni recidiva, al pari di qualunque altro cittadino. Nessuno potrà più negargli un mutuo per l’acquisto di una casa o un contratto assicurativo sulla vita o la possibilità di stipulare qualsivoglia tipologia di contratti, se non ha una recidiva da almeno dieci anni. La ricerca scientifica sta facendo passi da gigante con lo sviluppo di diagnostiche e terapie mediche innovative con farmaci sempre più targettizzati sul singolo tumore e sul singolo paziente e ogni giorno una nuova scoperta si aggiunge alle conoscenze e informazioni disponibili per debellare, speriamo definitivamente, il cancro. L’approvazione del DDL sull’oblio oncologico è uno dei 12 punti per i quali le 46 associazioni aderenti al Gruppo si battono da molti anni. Ringraziamo l’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” e tutti i parlamentari che hanno voluto portare a positiva conclusione questa legge. L’approvazione odierna è la dimostrazione di una legislatura e di un Governo, a partire dal Ministro della Salute, On. Orazio Schillaci, impegnati ad affrontare in modo serio, attento e puntuale le più importanti tematiche legate alle malattie oncologiche e oncoematologiche. Un ringraziamento speciale merita la Senatrice Elena Murelli della Lega che, nella dichiarazione di voto, ha espressamente menzionato il lavoro dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ e il DDL presentato dal nostro Gruppo in merito alla partecipazione delle associazioni ai tavoli istituzionali, chiedendone la calendarizzazione in tempi brevi”.

Tra le norme chiave del decreto, che è stato discusso nell’aula di Palazzo Madama, quella che garantisce ai malati di tumore guariti di non essere discriminati nell’accesso a determinati servizi e contratti. “Ai fini della stipulazione o del rinnovo di contratti relativi a servizi bancari, finanziari, di investimento e assicurativi nonché nell’ambito della stipulazione di ogni altro tipo di contratto, anche esclusivamente tra privati, quando, al momento della stipulazione del contratto o successivamente, le informazioni sono suscettibili di influenzarne condizioni e termini, non è ammessa – si legge nel primo comma dell’articolo 2 della legge n. 851 – la richiesta di informazioni relative allo stato di salute della persona fisica contraente, concernenti patologie oncologiche da cui la stessa sia stata precedentemente affetta e il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni alla data della richiesta”. Il testo di legge sottolinea che “tale periodo è ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del compimento del ventunesimo anno di età. Le informazioni di cui al presente comma non possono essere acquisite neanche da fonti diverse dal contraente e, qualora siano comunque nella disponibilità dell’operatore o dell’intermediario, non possono essere utilizzate per la determinazione delle condizioni contrattuali”. Anche l’’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e Fondazione AIOM plaudono al traguardo. “I cittadini guariti dal cancro in Italia non saranno più discriminati nella vita sociale, professionale e familiare”, afferma Francesco Perrone, Presidente AIOM. “Sono infatti previste specifiche norme che tutelano gli ex pazienti da possibili discriminazioni nel campo assicurativo e finanziario, oltre che nell’ambito lavorativo. La Legge approvata anche al Senato prevede il divieto di richiedere informazioni su una pregressa patologia oncologica dopo 10 anni dal termine dei trattamenti in assenza di recidiva di malattia in questo periodo. Per i pazienti in cui la diagnosi sia antecedente ai 21 anni, questo limite è ridotto a 5 anni. La legge non tutela solo nei rapporti con banche e assicurazioni ma anche in sede concorsuale, qualora sia prevista un’idoneità fisica e nell’ambito dei procedimenti di adozione. È, pertanto, una legge più avanzata rispetto a quanto stabilito in altri Stati che hanno già adottato norme su questo tema”.

È inoltre previsto che, con procedure da definire attraverso un tavolo tecnico del Ministero della Salute, vengano istituite tabelle che consentano di ridurre ulteriormente questi tempi in base alla differente patologia oncologica. “Siamo pronti a collaborare con le Istituzioni per definire le tabelle e rendere subito operativa nei dettagli la nuova norma”, spiegano Saverio Cinieri (Presidente Fondazione AIOM) e Giordano Beretta (Past President Fondazione AIOM). “Siamo finalmente arrivati alla definizione di una Legge etica, di una Legge di civiltà che migliora il reinserimento nella vita attiva dei cittadini che hanno superato la patologia oncologica. Sono 3,6 milioni le persone che in Italia vivono con una diagnosi di cancro e circa un milione deve essere considerato guarito. È indispensabile permettere ai pazienti, soprattutto ai più giovani, di godere di una vita libera e completa dopo la fine delle cure. Nel febbraio 2022 la Commissione Europea, nell’ambito del Piano Oncologico Europeo, ha auspicato che tutti gli Stati membri si dotino di una legge sul ‘Diritto all’Oblio Oncologico’ entro il 2025. Negli ultimi due anni, Fondazione AIOM ha lanciato una campagna informativa importante ed efficace, #iononsonoilmiotumore. Con la nostra petizione on line abbiamo raccolto oltre 108mila firme. È stata una battaglia molto importante, che ha contribuito a raggiungere questo importante risultato”.

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