Malattia di Crohn

Il parere del Comitato europeo si basa sui risultati ottenuti dal farmaco in tre studi clinici di Fase III 

Roma – Il Comitato per i Medicinali ad Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha rilasciato il parere positivo per l’approvazione del farmaco risankizumab (Skyrizi®) per il trattamento della malattia di Crohn attiva da moderata a severa negli adulti che hanno avuto una risposta inadeguata, una perdita di risposta o una intolleranza alla terapia convenzionale o ai biologici.

Martina Santagiuliana

La 30enne di Recoaro Terme (Vicenza): "La malattia non mi ha permesso di realizzare tanti miei sogni"

Venezia - "Non bisogna mai arrendersi, la vita è una sola. Anche se dobbiamo affrontare tanti ostacoli, il sole esce sempre". A dirlo è Martina Santagiuliana, 30 anni di Recoaro Terme, che ogni giorno combatte sin da bambina con la rettocolite ulcerosa (chiamata anche colite ulcerosa o RCU). Dichiarata uno dei casi più gravi in Italia, Martina, nonostante oltre 10 interventi, continue visite, incertezza per il futuro, dolori lancinanti, incomprensione da parte di molti, paura e sogni interrotti, non perde la speranza. "Anche se spesso ho dei dolori fortissimi, io a casa non ci voglio restare", ha dichiarato.

Dermatite atopica

A livello globale, la patologia colpisce il 10% degli adulti e il 25% dei bambini

Milano – Convivere con la dermatite atopica mantenendo una buona qualità di vita è possibile. Occorre però un’attenta gestione di questa malattia autoimmune, complessa, cronica, da affrontare insieme a uno specialista, in grado di individuare il percorso più adatto a ogni paziente. Per fare il punto sui sintomi della malattia, sulla gestione e le prospettive della ricerca, si è svolto il 6 settembre a Milano il media tutorial “Dermatite Atopica: facciamo chiarezza. L’importanza di rimettersi in gioco”, organizzato da AbbVie alla vigilia del congresso EADV (European Academy of Dermatology and Venerology), svoltosi a Milano dal 7 all’11 settembre.

AIFA

La decisione si basa sui dati dello studio BLISS-LN che ha dimostrato miglioramenti a lungo termine nei pazienti 

Circa il 40% dei pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES) svilupperà la nefrite lupica (NL) a 2 anni dalla diagnosi e il 10% di questi manifesterà una forma attiva severa della malattia. Il rischio di mortalità nei pazienti con NL è circa sei volte superiore a quello della popolazione generale: è quindi importante avere a disposizione nuove opzione terapeutiche. Belimumab, farmaco biologico inizialmente sviluppato e approvato come terapia per il lupus eritematoso sistemico, risponde anche ai bisogni dei pazienti affetti da nefrite lupica. In seguito all'approvazione europea del 2021, ora i pazienti italiani potranno usufruire del farmaco. 

Spettri

Si intitola “Spettri” ed è il secondo filmato promosso da AbbVie per la campagna internazionale “Let Me Be Clear”

Roma – La psoriasi è molto più di ciò che si vede sulla pelle. Per oltre 125 milioni di persone nel mondo, convivere con una malattia infiammatoria, cronica e così “visibile” ha un pesante impatto sul benessere generale e psicologico, può generare auto-stigma, e può condizionare le principali decisioni che daranno forma al proprio futuro. Come spiega il prof. Stefano Piaserico, Dermatologo dell’Università di Padova: “La psoriasi cambia decisamente la vita delle persone. Nella quotidianità, nelle attività lavorative, nelle relazioni sociali e affettive. Questo impatto, se non affrontato, si ripercuote nel tempo generando un danno cumulativo nel corso della vita, quello che la comunità scientifica chiama CLCI, Cumulative Life Course Impairment.”

Salvatore Petta

Definiti anche degli algoritmi di triage per identificare i pazienti a rischio di danno epatico da mandare dallo specialista

La prevalenza della steatosi epatica non alcolica (NAFLD, Non Alcoholic Fatty Liver Disease) è in aumento in tutto il mondo. Obesità, invecchiamento della popolazione, diffusione del diabete, consumo di cibi processati ricchi di acidi grassi saturi, fruttosio e di zuccheri industriali sono le cause principali. Questa situazione ha indotto le tre società scientifiche competenti sul tema a redigere delle nuove linee guida per la gestione dei pazienti. Da qui è nata la collaborazione tra AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), SID (Società Italiana di Diabetologia) e SIO (Società Italiana dell’Obesità), esposta nel webinar “Steatosi epatica non alcolica 2021: linee guida per la pratica clinica di AISF, SID e SIO”. 

Aneurisma aortico addominale,  Prof. Grego (Università di Padova): “Dai 55 anni basta una visita per prevenirlo”

L’esperto Prof. Grego (Università di Padova): “Dai 55 anni basta una visita per prevenirlo”. Avviata la campagna #Here for You

 “L’aneurisma dell’aorta addominale è l’espressione della malattia arterosclerotica che colpisce l’aorta addominale, la nostra arteria più grande, distruggendo le pareti del vaso. Poiché quel vaso è percorso da sangue ad alta pressione – spiega il Prof. Franco Grego, direttore della UOC Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell'Azienda Ospedale Università di Padova - quelle pareti malate non sono più in grado di resistere a questa pressione e quindi cominciano un processo di dilatazione. Quando raggiunge un certo limite si definisce aneurisma, e quando supera un certo limite critico va incontro alla rottura. Se poi l’aneurisma aortico addominale si rompe il paziente, nella maggior parte dei casi, muore.”

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