Anemia falciforme, Il Ritmo della Mezzaluna

Il filmato, dal titolo “Il Ritmo della Mezzaluna”, è nato da un contest creativo promosso dalla SITE

Danza, musica e immagini per dare forma a un’esperienza di malattia spesso nascosta. Si intitola “Il Ritmo della Mezzaluna” il cortometraggio che prova a raccontare, con il linguaggio simbolico dell’arte, la realtà quotidiana delle persone che convivono con l’anemia falciforme, una rara malattia genetica del sangue ancora poco conosciuta.

L’opera nasce da un contest creativo promosso dalla Società Italiana Talassemie ed Emoglobinopatie (SITE), in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia (sede Lombardia), ed è parte della campagna di sensibilizzazione “Vite Convergenti”, dedicata alle patologie ereditarie del sangue come anemia falciforme e beta-talassemia. Un’iniziativa che punta a portare queste malattie fuori dall’ambito strettamente medico, per farle entrare nel dibattito pubblico e sociale.

A firmare il corto è Mirko Rodio, giovane autore formatosi al Centro Sperimentale, selezionato tra cinque progetti sviluppati dagli studenti dell’ultimo anno. Il film sceglie una narrazione non realistica, costruita attraverso il corpo e il movimento, per restituire in modo evocativo la complessità della malattia: la fragilità, le crisi improvvise, ma anche la forza e la capacità di resistenza che caratterizzano la vita di molti pazienti.

“L’anemia falciforme è una patologia rara e purtroppo ancora troppo poco conosciuta. Colpisce spesso sin dall’infanzia e condiziona in modo significativo la quotidianità”, spiega Giovan Battista Ruffo, ematologo e membro del Consiglio Direttivo della SITE. “Per questo è fondamentale promuovere momenti di informazione e sensibilizzazione capaci di far comprendere il peso reale della malattia e l’importanza di un supporto continuo alla comunità dei pazienti”.

Il ruolo della SITE emerge come centrale in questo percorso: da anni la società scientifica è impegnata non solo nella ricerca e nella formazione degli operatori sanitari, ma anche nella diffusione di una cultura della consapevolezza sulle malattie rare del sangue. Attraverso progetti come questo, la SITE cerca di ridurre la distanza tra la dimensione clinica e quella umana della malattia, favorendo una maggiore comprensione dell’impatto sociale che queste condizioni comportano.

L’iniziativa ha coinvolto anche le nuove generazioni di creativi del Centro Sperimentale di Cinematografia. “Raccontare una malattia con il linguaggio cinematografico richiede rispetto e sensibilità”, sottolinea Maurizio Nichetti, direttore artistico del CSC Lombardia. “Gli studenti sono riusciti a trasformare un tema complesso in un’opera che emoziona e invita alla riflessione”.

L’anemia falciforme è una malattia genetica rara che comporta crisi dolorose, ricoveri frequenti, complicanze d’organo e un impatto profondo sulla qualità di vita, sul percorso scolastico e lavorativo, sulle relazioni. Nonostante questo, resta ancora poco conosciuta al di fuori degli ambienti specialistici, con ricadute anche sul riconoscimento dei bisogni e dei diritti delle persone che ne sono affette.

“Il Ritmo della Mezzaluna” nasce anche grazie al supporto non condizionato di Vertex Pharmaceuticals, inserendosi in una collaborazione tra mondo scientifico, formazione artistica e realtà industriali. Un esempio di come linguaggi diversi possano convergere per dare spazio a storie spesso ai margini.

Nel suo insieme, il cortometraggio rappresenta un tentativo di rompere il silenzio che ancora circonda l’anemia falciforme, utilizzando l’arte come strumento di conoscenza e inclusione. Un modo diverso di parlare di malattia rara, che mette al centro le persone prima ancora delle diagnosi.

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