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Oltre alle patologie genetiche rare, spazio anche a un’iniziativa speciale dedicata a COVID-19

Milano – L’attuale emergenza Coronavirus ha reso ancora più fragili le persone affette da una malattia genetica rara, aumentando le difficoltà che questi pazienti devono affrontare, ma ha fatto anche comprendere il valore universale e l’importanza della ricerca. Fondazione Telethon lavora da 30 anni al fianco di queste persone, per offrire loro una speranza grazie alla ricerca scientifica e annuncia che tra maggio e giugno lancerà tre bandi per selezionare i migliori progetti proposti da ricercatori di tutto il Paese.

Trapianto

Lo conferma uno studio dell’INT: i pazienti trapiantati non devono sospendere gli immunosoppressivi nel timore di ammalarsi

Milano - L’immunosoppressione non pare aumentare il rischio di COVID-19. Ad affermarlo è lo studio condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) su pazienti sottoposti a trapianto di fegato e pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Lancet Gastroenterology & Hepathology, dal titolo “COVID-19 in long-term liver transplant patients: preliminary experience from an Italian transplant centre in Lombardy”.

Città della Speranza

L’obiettivo: verificare la risposta immunitaria al SARS-CoV-2 nella popolazione

Fondazione Città della Speranza scende in campo contro il COVID-19 schierando l’Istituto di Ricerca Pediatrica per uno studio innovativo che contribuirà ad aggiungere conoscenze alla ricerca internazionale, suggerire nuovi approcci terapeutici e favorire lo sviluppo di un vaccino. Il progetto, per il quale la Fondazione ha concesso un finanziamento di 500mila euro, si pone l’obiettivo di verificare la “risposta immunitaria al SARS-CoV-2 nella popolazione veneta” per capire quali siano le difese immunitarie efficaci contro il virus e perché esse vengano meno in alcuni pazienti.

Ricerca

L’innovativa ricerca permetterà di isolare anticorpi da pazienti convalescenti, per lo sviluppo di una cura e di un futuro vaccino

Siena - Si chiama vAMRes Lab ed è il gruppo di ricercatori e ricercatrici presso Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) che, in questi giorni di emergenza globale legata al diffondersi del Coronavirus, ha avviato un progetto di ricerca per lo sviluppo di anticorpi monoclonali umani in risposta all’infezione da SARS-CoV-2, con l’intento di utilizzarli a scopo profilattico/terapeutico e come esca molecolare per la ricerca di antigeni per lo sviluppo di vaccini. La ricerca è condotta in collaborazione con l’Ospedale Spallanzani INMI (Istituto Nazionale Malattie Infettive) di Roma con il quale la Fondazione ha recentemente siglato un accordo quadro biennale volto allo sviluppo di anticorpi monoclonali umani che possano offrire una risposta rapida a malattie infettive emergenti.

Vaccino

Università, centri di ricerca e aziende sono al lavoro in tutto il globo; negli USA parte la prima sperimentazione sull’uomo

Nella lotta al Coronavirus SARS-CoV-2, se da un lato le speranze di milioni di persone sono riposte, nell’immediato, in farmaci come remdesivir e tocilizumab, dall’altro le maggiori aspettative a lungo termine provengono dallo sviluppo di un vaccino specifico contro il virus. Ad oggi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 41 i vaccini in via di studio ma solo uno ha finora superato la sperimentazione pre-clinica ed è entrato nella Fase I di sviluppo clinico.

Coronavirus

Un’analisi dei dati disponibili ha stimato un periodo di incubazione del virus di 5,1 giorni, supportando una quarantena di 2 settimane

Con 179.111 casi confermati e 7.426 decessi nel mondo (dati aggiornati al 17 marzo 2020 - fonte: OMS), l’infezione da SARS-CoV-2 è stata ufficialmente classificata come pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia, uno dei Paesi più colpiti, i casi confermati sono 27.980, con 2.503 decessi (dati aggiornati al 17 marzo 2020 - fonte: OMS). Per questo motivo, mercoledì 11 marzo il Governo ha annunciato nuove misure per il contenimento del contagio ed emanato un Decreto per chiudere tutte le attività commerciali non essenziali fino al 25 marzo (qui un elenco delle attività consentite). I nostri ritmi rallentano, ma la ricerca sulla malattia COVID-19 non si ferma e uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health ha analizzato i dati attualmente disponibili per stimare la durata del periodo di incubazione del virus.

VI Congresso Mondiale per la Libertà della Ricerca Scientifica

Associazione Luca Coscioni: “Pandemie come quella del Coronavirus sono aggravate da scarsa accessibilità e circolazione dei dati”

Il Belgio è primo Paese al mondo per libertà di ricerca scientifica e il diritto all'autodeterminazione individuale, secondi gli USA e terza l’Olanda, seguono Canada, Sud Africa, Svezia, Cina, Australia, Spagna, India, Francia, Danimarca, Nuova Zelanda, Islanda e Grecia. L’Italia è 23esima, molto indietro rispetto ai Paesi africani. La speciale classifica - elaborata per l’Associazione Luca Coscioni dal prof. Andrea Boggio, dirigente ALC e docente della Bryan University di Boston - si basa su dati messi a disposizione da organizzazioni internazionali (come la Banca Mondiale, UNESCO, OECD e World Economic Forum) e su dati raccolti dall'Associazione stessa.

Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

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