Si chiama RAD52 la proteina in grado di far sì che il processo di replicazione del DNA fili liscio, perché protetto da tutti quegli ostacoli in grado di bloccarne la progressione. Un 'salvataggio' particolarmente importante nel caso delle cellule tumorali, in cui, a causa della loro capacità proliferativa, i problemi in replicazione sono frequenti, come pure, sempre in virtù di questi, i fenomeni di resistenza ai chemioterapici. E’ questa proteina che un team di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, guidati da Pietro Pichierri e Annapaola Franchitto, in collaborazione con i colleghi dell’Università dell’Iowa, coordinati da Maria Spies, ha identificato e studiato in un’indagine pubblicata su Nature Communications.

Milano – Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 600 milioni di persone al mondo soffrono di obesità – una vera e propria pandemia globale – e hanno per questo un maggiore rischio di sviluppare patologie come il diabete, l’ipertensione o il cancro. La genetica spiega solo una frazione dei casi: la malattia è infatti per lo più dovuta a stili di vita poco sani, come la sedentarietà o una dieta ipercalorica; è ancora poco chiaro tuttavia come questi stili di vita influenzino cellule e tessuti a livello molecolare, dando origine alla condizione patologica. Simona Pedrotti, del gruppo di ricerca guidato da Davide Gabellini all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha scoperto il ruolo di una coppia di enzimi nel regolare il metabolismo dell’organismo in risposta alla modificazione dell’ambiente esterno, come il cambio della dieta assunta o della temperatura a cui l’organismo è esposto.

Le malattie rare senza diagnosi rappresentano circa il 30%del totale delle malattie rare. Un “grave problema da risolvere”, come definito da Giuseppe Novelli dell’Università Tor Vergata di Roma, al quale si sta cercando di dare una soluzione attraverso la nuova iniziativa dell’Istituto Superiore di Sanità ribattezzata Undiagnosed Diseases Network SUD, o più semplicemente UDN-SUD. Il progetto coinvolge quattro Centri clinici di Regioni del sud e del centro Italia, quali Puglia, Sicilia, Calabria e Abruzzo, afferenti alla Rete Nazionale Malattie Rare e realizzata con il sostegno incondizionato di Farmindustria.

Il dato emerge da un recente studio internazionale coordinato dal San Raffaele di Milano

Le linee guida in tutto il mondo sottolineano come l’anestesia volatile (o inalatoria) sia preferibile rispetto a quella di tipo intravenoso per i suoi effetti cardioprotettivi nelle operazioni cardiochirurgiche, come il bypass aortocoronarico. Uno studio multicentrico pubblicato sulla prestigiosa rivista The New England Journal of Medicine dimostra, invece, che non c’è alcuna differenza fra i due tipi di anestesia dal punto di vista della sicurezza.

La scoperta, frutto di uno studio del Policlinico Gemelli e dell'Università Cattolica, suggerisce l’importanza di interventi precoci per contrastare lo sviluppo e la progressione della sarcopenia

Roma – Medici e ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica hanno scoperto che la muscolatura delle persone con sindrome di Down invecchia più velocemente: la scoperta potrebbe suggerire nuovi approcci preventivi e terapeutici per rallentare l’invecchiamento dei muscoli, nell’immediato futuro con programmi personalizzati di attività fisica e nutrizione, ma i risultati potrebbero anche stimolare nuove ricerche volte allo sviluppo di farmaci ‘anti-aging’ per i muscoli.

Dr. Biagio Didona (Roma): “In Italia, l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata è stato il primo al mondo ad utilizzare un biologico come prima scelta nel trattamento di queste patologie”

Le malattie bollose autoimmuni sono un insieme di patologie in cui il sistema immunitario aggredisce erroneamente le cellule dell'organismo, in particolare quelle di epidermide e mucose, creando bolle ed erosioni. Come affrontare in modo efficace questo gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da una condizione di cronicità e da un'ampia variabilità in termini di sintomatologia, difficoltà di diagnosi e risposta al trattamento? Questo è il principale quesito a cui si è tentato di rispondere in occasione dell'ultimo Congresso Nazionale organizzato dall'ANPPI, l'Associazione Nazionale Pemfigo e Pemfigoide Italia, tenutosi a Roma a novembre dello scorso anno.

Come rivela un lungo studio di follow-up, la condizione insorge con maggior probabilità nei pazienti con sindrome poliendocrina autoimmune di tipo 1

Padova – Cosa avevano in comune l’ex presidente americano John Fitzgerald Kennedy e l’astronomo e geologo Eugene Shoemaker, le cui ceneri sono state sparse sulla Luna? Entrambi soffrivano della malattia di Addison, una rara patologia cronica che colpisce la corteccia delle ghiandole surrenali, diminuendo o azzerando la loro funzionalità.

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