La gestione ottimale del paziente si basa sul coinvolgimento di specialisti in diverse discipline, all’interno di un percorso diagnostico e di un programma terapeutico appositamente studiati

Il paradigma diagnostico-terapeutico nei tumori neuroendocrini del tratto gastro-entero-pancreatico (GEP-NET) sta cambiando profondamente sulla scorta dell’imprescindibile concetto dell’approccio multidisciplinare. Lo spiega il dott. Francesco Panzuto, Dirigente Medico presso la U.O.C di Malattie dell’Apparato Digerente e del fegato dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, nel corso del XIV Congresso Annuale dell’Associazione Italiana di Medicina Nucleare e Imaging Molecolare (AIMN).

In occasione dell'evento, svoltosi a Rimini tra l’11 e il 14 aprile 2019, il dott. Panzuto ha anche evidenziato il vantaggio emerso dall’arrivo di nuove molecole come Lutathera®, un radiofarmaco approvato sia dalla Commissione Europea che, più di recente, dall’AIFA per il trattamento dei GEP-NET ben differenziati, progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina. Panzuto ha illustrato all’Osservatorio Malattie Rare quali sono i pazienti per i quali è indicato l’uso di questo radiofarmaco, senza dimenticare che per i tumori neuroendocrini è fondamentale seguire un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) che non escluda, prima di procedere con la terapia, il ricorso alla sorveglianza attiva.

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