Se approvato, il farmaco diventerebbe il primo trattamento indicato per questo raro disturbo muscoloscheletrico, genetico, cronico e progressivo

Londra (REGNO UNITO) – Parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'EMA per il farmaco burosumab (ex KRN23), destinato al trattamento del rachitismo ipofosfatemico legato all'X (o ipofosfatemia legata all'X, XLH). Il principio attivo è stato sviluppato dalla compagnia giapponese Kyowa Kirin in collaborazione con la californiana Ultragenyx. In Europa, burosumab è stato designato come farmaco orfano il 15 ottobre 2014, e giovedì scorso ha ottenuto la raccomandazione all'approvazione condizionata.

Questo tipo di approvazione viene concessa a un medicinale che risponda a un'esigenza medica insoddisfatta, quando il beneficio per la salute pubblica derivante dalla disponibilità immediata del farmaco supera il rischio inerente al fatto che siano ancora necessari dati clinici aggiuntivi, che l'azienda dovrà fornire in una fase successiva. L'opinione del CHMP andrà ora al vaglio della Commissione Europea per una decisione definitiva, che è prevista per il primo trimestre del 2018 e che si applicherà a tutti i 28 paesi dell'Unione Europea, più Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Il rachitismo ipofosfatemico legato all'X è un raro disturbo muscoloscheletrico, genetico, cronico e progressivo. Se approvato, burosumab (nome commerciale Crysvita) sarà disponibile come soluzione iniettabile (10 mg/ml, 20 mg/ml e 30 mg/ml) e diverrebbe la prima terapia indicata per il trattamento dell'XLH con evidenza radiografica di malattia ossea nei bambini di età superiore a 1 anno e negli adolescenti con scheletro in crescita.

Burosumab è un anticorpo monoclonale umano che si lega al 'fattore di crescita dei fibroblasti 23' (FGF23), inibendone l'attività. I benefici del farmaco sono la sua capacità di ridurre la perdita di fosfato dai reni, di migliorare le concentrazioni di fosforo nel siero e di attenuare la gravità del rachitismo, come mostrato nelle radiografie. Gli effetti indesiderati più comuni sono reazioni al sito di iniezione, mal di testa e dolore alle estremità.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il comunicato stampa aziendale.

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